
“Abbiamo cucinato il pane che mangiava Ötzi: era un lievito delle glaciazioni”
Leggi in app “Abbiamo cucinato il pane che mangiava Ötzi: era un lievito delle glaciazioni” a cura della redazione Cronaca nazionale La mummia di Similaun Uno studio sul microbioma dell'Uomo venuto dal ghiaccio ha...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app “Abbiamo cucinato il pane che mangiava Ötzi: era un lievito delle glaciazioni” a cura della redazione Cronaca nazionale La mummia di Similaun Uno studio sul microbioma dell'Uomo venuto dal ghiaccio ha individuato microrganismi adattati al freddo che potrebbero accompagnare la mummia da millenni. I ricercatori hanno già sperimentato la produzione di lievito madre e guardano a possibili applicazioni nell'industria alimentare 03 Giugno 2026 Aggiornato alle 14:35 2 minuti di lettura Per oltre cinquemila anni sono rimasti accanto a Ötzi, sopravvivendo nel ghiaccio delle Alpi, ai cambiamenti climatici e perfino ai trent'anni trascorsi nella cella frigorifera del Museo Archeologico dell'Alto Adige. Oggi quei minuscoli compagni di viaggio potrebbero aprire scenari inattesi per la ricerca e persino per la produzione alimentare.
La mummia di Similaun Un nuovo studio coordinato da Eurac Research e pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome ha ricostruito nel dettaglio il microbioma della celebre mummia del Similaun, distinguendo i microrganismi che appartenevano all'organismo di Ötzi da quelli che hanno colonizzato il corpo dopo la morte. Tra le scoperte più sorprendenti figurano alcune specie di lieviti adattati alle basse temperature che potrebbero aver accompagnato la mummia per migliaia di anni. I ricercatori hanno analizzato campioni provenienti da diverse parti del corpo, dall'acqua di fusione presente all'interno della mummia, al ghiaccio sulla sua superficie e perfino da un campione di terreno recuperato nel luogo del ritrovamento nel 1991.
I dettagli
L'obiettivo era comprendere quali microrganismi fossero presenti quando Ötzi era in vita e quali si fossero insediati successivamente. Il microbioma intestinale antico L'indagine ha confermato la presenza di un microbioma intestinale antico, simile a quello delle prime popolazioni umane e ormai quasi scomparso nelle società industrializzate contemporanee. Ma la vera sorpresa è arrivata dai lieviti.
Questi organismi sono stati isolati dalla pelle della mummia, dal contenuto dello stomaco e dall'acqua proveniente dall'interno del corpo. Le analisi genetiche hanno mostrato affinità con ceppi provenienti da ambienti estremamente freddi, comprese regioni dell'Antartide. Secondo gli studiosi, potrebbero provenire direttamente dall'ecosistema glaciale che ha custodito il corpo per millenni.
"Qui vediamo una continuità", spiega infatti Frank Maixner, direttore dell'Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research. "Questi lieviti hanno accompagnato Ötzi, per così dire, nel suo lungo viaggio attraverso i millenni". Ötzi ha un nuovo volto grazie al Dna.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





