
Al voto tra ira e speranza, nelle urne di Makerfield si gioca il destino del Regno
Leggi in app Al voto tra ira e speranza, nelle urne di Makerfield si gioca il destino del Regno dal nostro inviato Antonello Guerrera (foto di Antonello Guerrera) L’astro nascente del Labour, Andy Burnham, cerca il via...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Al voto tra ira e speranza, nelle urne di Makerfield si gioca il destino del Regno dal nostro inviato Antonello Guerrera (foto di Antonello Guerrera) L’astro nascente del Labour, Andy Burnham, cerca il via libera per spodestare Starmer. Lo scontro fratricida tra i partiti di ultradestra può aiutarlo 18 Giugno 2026 alle 01:00 3 minuti di lettura ASHTON-IN-MAKERFIELD (INGHILTERRA) – Niente politica, siamo inglesi. Approcciamo un santo bevitore al pub Robin Hood di Ashton-in Makerfield, ma un manager subito si fionda a censurarci: «Mi spiace, niente politica qui.
Se volete parlarne, uscite». «Ma da quand’è che non si può parlare di politica al pub? «Da quando, due settimane fa, abbiamo avuto risse per questa elezione».
I dettagli
(foto di Antonello Guerrera) Benvenuti, si fa per dire, a Makerfield. Ossia, l’anonima circoscrizione del nord-ovest operaio inglese che, con i suoi 77mila elettori, oggi potrebbe decidere il prossimo primo ministro di 70 milioni di britannici e scalzare Keir Starmer da Downing Street. Perché l’algido Starmer è detestato nel Paese, se cade il premier il successore viene eletto direttamente dagli iscritti del suo partito (senza fiducia in Parlamento).
E nel Labour — dopo lo scandalo dell’ex ambasciatore Mandelson — il nuovo idolo della sinistra laburista è il sindaco di Manchester Andy Burnham. Già “re del nord” (come in Game of Thrones), 56 anni, Burnham si è candidato a Makerfield (grazie alle cortesi dimissioni dell’ex deputato Josh Simons) per vincere il seggio a Westminster, tornare in Parlamento e poter lanciare così la sfida a Sir Keir. Sfida che, a vedere il sostegno che ha tra i deputati della corrente di sinistra e di circoscrizioni operaie del Labour, quasi certamente vincerebbe.
Andy Burnham () Un delitto perfetto. Se non fosse per Nigel Farage. Il re della Brexit, con il suo partito di destra Reform UK, spopola con il 40% nei sondaggi in questa terra di operai, di bianchi (97% della popolazione), di dimenticati ma anche di benestanti.
Cosa dicono gli esperti
Un disagio già affrescato da George Orwell nel suo deprimente “La strada di Wigan Pier”: «Il treno mi portò via, attraverso il mostruoso scenario di cumuli di scorie, ciminiere, ferraglie accatastate, canali luridi, sentieri di fango cinerino…». Ma questo è anche un ex feudo storico del Labour, ora in buona parte votatosi alla destra. L’ex camionista Ryan Taylor, 74 anni, che incontriamo mentre gusta curry indiano in una tavola calda di periferia, riassume il sentimento di molti altri: «Ho votato laburista tutta la mia vita, ma ora basta.
Stiamo perdendo l’identità, ci sono troppi migranti nel Paese e la working class è costantemente umiliata dalla politica». Ryan Taylor (foto di Antonello Guerrera) I cartelli di Reform UK sono ovunque, dalle case popolari alle ville con sei stanze da letto, e si confondono con una lunga sfilza di bandiere inglesi e britanniche affisse sui pali della luce.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





