
Azzone: "Creare banche leader per non essere marginali in Ue"
Se l'Europa vuole mantenere un peso nel sistema finanziario internazionale sarà necessario, prima o poi, un "processo di consolidamento". E nell'ambito di questo processo, avere delle banche che sono dei "campioni a...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Se l'Europa vuole mantenere un peso nel sistema finanziario internazionale sarà necessario, prima o poi, un "processo di consolidamento". E nell'ambito di questo processo, avere delle banche che sono dei "campioni a livello nazionale" consente di evitare un "rischio di marginalizzazione". Giovanni Azzone, presidente dell'Acri e di Fondazione Cariplo, all'ANSA analizza lo scenario del risiko bancario italiano che ha portato Intesa Sanpaolo a lanciare l'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria lanciata su Monte dei Paschi di Siena.
Poche ore dopo l'annuncio da parte di Intesa, il presidente di Fondazione Cariplo, azionista di Intesa Sanpaolo con una quota del 5,5%, aveva espresso "grande apprezzamento" per l'operazione. Una scelta che guarda alla creazione di valore in primo luogo per gli azionisti, ma anche per le imprese e i clienti del gruppo e per l'intero Paese. A due giorni da quelle frasi, Azzone sottolinea l'importanza di avere un "campione nazionale che se la può giocare in Europa", e questo diventa un pre-requisito per "mantenere un peso significativo a livello continentale".
I dettagli
Altro aspetto di particolare importanza nell'operazione per l'acquisizione di Mps riguarda i gruppi coinvolti. C'è una "banca, cioè Intesa Sanpaolo, ed una assicurazione come Unipol, che hanno un sistema valoriale che è particolarmente rilevante per il nostro ecosistema", ricorda Azzone. Si tratta di istituzioni finanziari interessate ad una "politica ed una forza di lungo periodo del Paese" e quindi, il fatto che siano loro a guidare questo processo, ci "assicura che ci saranno - afferma - ricadute positive sia dal punto di vista della crescita economia e sia di attenzione alle fragilità del nostro Paese".
Gli obiettivi delle Fondazioni, ricorda il presidente dell'Acri, sono quelli di "garantire coesione sociale nei territori". Quindi sono importanti "principalmente due fattori: il primo è quello di generare ritorni, perchè in assenza non riusciremmo a realizzare attività filantropiche". E quindi operazioni che hanno in prospettiva una crescita della capacità di generare ritorni "noi le vediamo con favore".
Ci interessano dei "ritorni che siano legati a iniziative di sostegno alle comunità, intervenendo sulle fragilità di una comunità che riesce a rimanere robusta". L'obiettivo delle Fondazioni è quello di "garantire l'attenzione a medio e lungo termine delle società e del mondo finanziario in cui siamo coinvolti". E quindi l'azione che "vediamo in Intesa Sanpaolo - afferma il presidente di Cariplo - è quella di una banca attenta al territorio e agli stakeholder".
Azzone condivide le parole del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, sul fatto che il risiko bancario non sia una mera speculazione, ma si dice più ottimista.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





