
Bellocchio: “Giro un film ispirato a Osso, il cane di Michele Serra sbranato dai lupi”
Leggi in app Bellocchio: “Giro un film ispirato a Osso, il cane di Michele Serra sbranato dai lupi” di Emanuela Giampaoli (eikon) Il regista a Repubblica delle Idee: “De Gregori? E’ stato tirato per la giacca” 14 Giugno...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Bellocchio: “Giro un film ispirato a Osso, il cane di Michele Serra sbranato dai lupi” di Emanuela Giampaoli (eikon) Il regista a Repubblica delle Idee: “De Gregori? E’ stato tirato per la giacca” 14 Giugno 2026 Aggiornato alle 17:46 2 minuti di lettura BOLOGNA – Il prossimo film a 86 anni lo girerà quest’estate ispirato alla storia di Osso, il cane di Michele Serra sbranato dai lupi, di cui ha scritto anche sulle pagine di Repubblica. Marco Bellocchio lo realizzerà con i suoi allievi della sua scuola di cinema di Bobbio, tutti aspiranti cineasti.
Sarà un cortometraggio, girato sui lupi che sono tornati a popolare gli Appennini e la discussione che si è animata in torno. “Non sarà semplice filmare i lupi – dice - ma la moglie di Michele, Giovanna, mi ha fatto sentire un audio con gli ululati dei lupi che si sentono di notte. Specie quelli giovani.
I dettagli
Mi sono immaginato questa scena, di un ragazzo, che sulle rive del fiume Trebbia, sente gli ululati dei lupi e si preoccupa che i cacciatori possano ucciderli”. LA DIRETTA DELLA TERZA GIORNATA Poi il più politico degli autori di cinema italiano, il regista de “I pugni in tasca” ma pure di “La Cina è vicina”, prende le difese di Francesco De Gregori. “E’ stato tirato per la giacca” risponde ad Arianna Finos che a RepIdee gli chiede del ruolo degli intellettuali rispetto al prendere posizione.
“E’ chiaro che Trump mi faccia orrore, come penso a tutti voi, ma per il tempo che non è lungo che ho davanti mi interessa di fare al meglio quello che sento di fare. Facendo questo implicitamente si prende posizione. Poi in piazza si può andare, firmare, sottoscrivere…”.
E lui posizione l’ha sempre presa. L’incontro è dedicato a una carriera lunga 60 anni, da “I pugni in tasca”, nel lontano ’65, alla serie su “Portobello” uscita per Hbo quest’anno, fino al progetto su Sergio Marchionne a cui sta lavorando a 86 anni. “Non so se si farà, ma c’è molto interesse intorno a quel film”.
Cosa dicono gli esperti
Calvino diceva che un classico è tale perché non finisce mai quello che ha da dire, Bellocchio racconta che la Cineteca di Bologna ha riportato nelle sale il suo esordio e tanti giovani sono andati a vederlo. “L’ho realizzato a 24 anni, non è perfetto, assolutamente, ma secondo me è il tipico film che ha qualcosa di magico, di misterioso. Nel senso che nonostante i piccoli difetti, le ingenuità, ha evidentemente qualcosa di profondo che va oltre le generazioni”.
Chi non si accorse di nulla fu la sua famiglia. È una storia quasi autobiografica. “L’abbiamo girato a casa di mia madre, che era viva e vegeta, ma da parte della mia famiglia c’è stata una rimozione totale.
Parlava di noi, anche se, non era stato ucciso nessuno. Ma la disperazione, la rabbia, la nostra cultura facevano parte del film. Hanno realizzato molto più tardi”.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





