
Bitcoin: grossi deflussi dagli ETF, soprattutto da BlackRock, cosa sta succedendo?
Negli ultimi giorni si sono verificati forti deflussi di capitali dagli ETF su Bitcoin, ed in particolare da quello di BlackRock. La situazione del mercato di Bitcoin però attualmente è molto più complessa da come...
Bitcoin 1 Minute
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Negli ultimi giorni si sono verificati forti deflussi di capitali dagli ETF su Bitcoin, ed in particolare da quello di BlackRock. La situazione del mercato di Bitcoin però attualmente è molto più complessa da come potrebbe risultare dall’analisi soltanto di questi specifici dati. È possibile infatti che proprio in questi giorni stia attraversando una fase di passaggio che potrebbe mettere termine ad un trend e darne il via ad un altro.
I deflussi dagli ETF di BlackRock A partire da venerdì scorso in totale si sono verificati quasi mezzo miliardo di dollari di deflussi dagli ETF su Bitcoin. La cosa strana è che dal singolo ETF di BlackRock (IBIT) i deflussi sono stati di 650 milioni di dollari, ovvero più del totale complessivo. Ciò è dovuto al fatto che altri sei ETF nello stesso periodo hanno fatto segnare afflussi netti positivi, anche se sono fondamentalmente solo tre quelli che ne hanno avuti di significativi: BITB di Bitwise, BTC di Grayscale e soprattutto ARKB di Ark Invest.
Dinamiche di mercato
Va però detto che GBTC di Grayscale ha fatto comunque segnare pesanti deflussi (GBTC è l’ETF storico di Frayscale, mentre BTC è il mini-ETF più recente). Ciò che stupisce di più sono i 63 milioni di dollari di afflussi verso ARKB, dato che in media riceve solo 2 milioni di dollari di afflussi giornalieri. Pertanto se da un lato ci sono stati deflussi significativi in generale, anche se molto lontani dai record, dall’altro c’è stato uno spostamento di capitali da IBIT di BlackRock in particolare ad ARKB di Ark Invest.
Anzi, per la precisione lo spostamento si è verificato solamente nella giornata di lunedì 8 giugno. Il fattoè che ARKB ha fee più basse rispetto ad IBIT, quindi potrebbe essersi trattato di un ribilanciamento verso un ETF comunque molto liquido ma più economico. Questi sono classici movimenti da istituzionali, e non certo da retail, anche perchè la stragrande maggioranza dei retai, che investe in ETF su Bitcoin lo fa proprio su IBIT.
La fuga dei retail Il punto chiave sembra essere proprio questo. A partire dalla seconda metà di maggio, e fino al 4 giugno, si sono verificate forti vendite di BTC da parte dei retail, anche sugli exchange crypto. Il 5 giugno invece il trend si è invertito, con le balene che hanno iniziato a comprare.
Impatto sui mercati
Questo è anche stato il giorno in cui il prezzo di Bitcoin ha fatto registrare il minimo annuale a circa 59. Da un lato è possibile che le balene abbiano in qualche modo voluto proteggere i 60. 000$, cercando di impedire un crollo ulteriore del prezzo sotto questa soglia psicologica, mentre dall’altro potrebbero aver iniziato ad accumulare proprio mentre i retail invece distribuivano.
In altre parole nelle ultime settimane c’è stata una sorta di fuga dei retail dal mercato di Bitcoin, terminata proprio il 5 di giugno. A partire da lunedì potrebbe esserci stata una svolta, con gli istituzionali che sono rientrati in gioco. Il possibile short squeeze Gli short squeeze sono rapidi e bruschi aumenti del prezzo causati dalla chiusura forzata in massa di posizioni short (ovvero di vendite allo scoperto).
Vi sono in particolare due elementi che suggeriscono che le balene potrebbero essere in procinto di causare, o approfittare di uno short squeeze. Il primo elemento è dato dal fatto che i funding rate negativi sui mercati dei future su Bitcoin più utilizzati dai retail indicano proprio una maggioranza di posizioni short. Il secondo è che invece proprio oggi i funding rate sui mercati più utilizzati dalle balene si sono praticamente azzerati.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




