
Carabiniere intercettò il van pochi attimi prima della strage. I superstiti ora sono scomparsi
Leggi in app Carabiniere intercettò il van pochi attimi prima della strage. I superstiti ora sono scomparsi dal nostro inviato Corrado Zunino e di Giuliano Foschini L'omaggio per Amin, Ullah, Safi e Waseem bruciati vivi...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Carabiniere intercettò il van pochi attimi prima della strage. I superstiti ora sono scomparsi dal nostro inviato Corrado Zunino e di Giuliano Foschini L'omaggio per Amin, Ullah, Safi e Waseem bruciati vivi nel rogo ad Amendolara, in provincia di Cosenza, Amendolara, 3 giugno 2026. ANSA / MARCO ASSAB I due avevano ottenuto protezione, ma sono spariti Tra le piste caporalato e faida territoriale.
Vittime e carnefici vivevano insieme 04 Giugno 2026 alle 00:35 2 minuti di lettura Il sopravvissuto della strage al self service della statale 106 ha dovuto combattere con i suoi aguzzini, due kapò e contemporaneamente due amici. Taj Mohammad Alamyar, 35 anni, afgano giunto in Italia da Jalalabad, conosceva da tempo i pakistani Ahmed Safeer, 32 anni, detto Bat, residente a Villapiana scalo, a dieci minuti d’auto da lui. E Ali Raza, stessa età, stesso domicilio.
I dettagli
Erano i due reclutatori di braccia per la raccolta delle fragole a Scanzano Jonico, in Basilicata. Ora sono accusati di aver bruciato vive quattro persone. Si indaga tra capolarato e controllo del territorio.
Lunedì scorso, ora di pranzo, tutti e tre erano sul minivan da sette post della Fiat, un Ulysse. Ali, titolare dell’auto, vestito in nero, alla guida. “Bat”, completo bianco, al suo fianco.
Dietro, quattro raccoglitori afgani e un pachistano. Tra loro, appunto, Taj Mohammed, seduto al centro negli ultimi sedili. Si erano alzate discussioni a bordo.
Cosa dicono gli esperti
Qualcuno buttava sacchetti di plastica dal finestrino sulla statale Jonica, e Ali Raza guidava senza criterio. Il minivan viene avvistato da un carabiniere della forestale, di servizio a Trebisacce. Inizia a seguire l’auto, e dopo pochi chilometri, entrata nel territorio di Amendolara, la vede fermarsi al benzinaio Ip di Roseto.
Il carabiniere scelto blocca il mezzo con la sua auto. Scende, esibisce il tesserino e redarguisce il conducente: «Così rischia un incidente». Il pachistano annuisce, vuole solo che quel militare se ne vada.
E quando accade, le 12. 45, dà il via al piano concordato con il connazionale vicino. Ali scende rapidamente e va ad aprire il cofano posteriore, il compagno “Bat” rompe la maniglia all’interno e a sua volta scende.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





