
Castaldo “Ascoltate con me i migliori 50 anni di musica”
l’intervista Leggi in app Castaldo “Ascoltate con me i migliori 50 anni di musica” di Andrea Silenzi Viola Ardone metterà la sua capacità letteraria al servizio di questo racconto che toccherà momenti fondamentali della...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. l’intervista Leggi in app Castaldo “Ascoltate con me i migliori 50 anni di musica” di Andrea Silenzi Viola Ardone metterà la sua capacità letteraria al servizio di questo racconto che toccherà momenti fondamentali della storia recente: dalla strage di Ustica alla caduta del muro di Berlino 10 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Cinquant’anni di Repubblica in musica. Una storia lunga, emozionante, in continuo divenire. Una scia di parole e pensieri che hanno accompagnato, raccontato i cambiamenti osservati e vissuti da intere generazioni.
Alcuni protagonisti hanno avuto il compito di traghettarci in questo universo sempre più labirintico. Insieme al compianto Ernesto Assante, Gino Castaldo è il Caronte di questa navigazione, ancora in atto. Cosa è cambiato in tutto questo tempo nelle cronache musicali, nel modo di raccontare quello che vediamo?
I dettagli
«È cambiato il mondo, quindi è cambiato il rapporto con la musica. Quando abbiamo iniziato c’era un senso di avventura che si percepiva nell’aria e che abbiamo cercato di registrare. Prima, il nostro lavoro era fondamentale perché il racconto degli eventi era affidata ai giornali.
Poi siamo diventati una voce in una polifonia complessa. Oggi dobbiamo competere a una velocità che ci precede come quella che caratterizza i social. Rispetto a quegli anni, mancano i tempi di riflessione».
Il momento più esaltante? «Abbiamo avuto la fortuna di raccontare in diretta il grande momento dei cantautori, a partire dalla nascita del giornale, nel 1976: penso a Dalla, Vasco, Battiato e tutti gli altri protagonisti di quella stagione». Che rapporto aveva Eugenio Scalfari con le pagine musicali?
Cosa dicono gli esperti
«Non voleva sapere molto, delegava tutto dicendo: “Mi sono fermato ai Beatles, mi fido di voi”. Ci fu un momento bello, quando presentammo il progetto del settimanale Musica!. Toccò a me l’onere di illustrarglielo, ero in soggezione: lui non ha mai interrotto, una sfinge, io continuavo, sempre più teso.
L’idea di spiegare un settimanale a Scalfari mi sembrava un paradosso... Quando conclusi, dopo una pausa teatrale disse: “Bene, so che non capisco cosa ci sarà dentro al giornale ma so che è giusto farlo”. Capiva che l’esigenza in quel momento era quella di avvicinarsi al pubblico giovane.
Furono minuti interminabili, con lui immobile a ascoltare». Quella con Viola Ardone sul palco di RepIdee sarà una collaborazione inedita: due linguaggi a confronto, un giornalista musicale e una scrittrice, per raccontare un’epopea. «Sono felice che abbia accettato di condividere questa avventura.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.



