
Cento anni fa nasceva Miles Davis, già mito in vita
Celebrare il centenario della nascita di Miles Davis, che cade il 26 maggio, vuol dire celebrare l'opera di uno dei geni innovatori della musica del '900. La sua potenza creativa, la sua capacità di anticipare il...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Celebrare il centenario della nascita di Miles Davis, che cade il 26 maggio, vuol dire celebrare l'opera di uno dei geni innovatori della musica del '900. La sua potenza creativa, la sua capacità di anticipare il futuro, la sua lezione secondo cui i principi fondanti della sua arte sono l'individualità dello stile e del suono, ne fanno una figura che ha travalicato i confini del jazz e che già in vita conviveva con il suo mito. Sono davvero pochi gli artisti che nel corso della loro carriera sono riusciti a cambiare più volte le regole del loro ambito espressivo aprendo nuove possibilità creative come ha fatto lui: il paragone possibile è Picasso, che in fondo lo riguarda da vicino per la passione con cui nell'ultima parte della sua vita tumultuosa si è dedicato alla pittura.
Per completare il quadro d'assieme mancano due elementi fondamentali: il primo è il sommo trombettista, creatore di un sound che è come l'impronta digitale dell'anima, l'espressione di un'idea di musica ispirata all'icastica formula "less is more", dove le pause e i silenzi valgono esattamente quanto le note. Il secondo elemento è il leader assemblatore di talenti. La sua parabola artistica coincide in parte con l'evoluzione stessa del jazz: la sua vera palestra, da giovanissimo sono stati i locali della 52ma strada di New York, i templi del Be Bop: il ragazzino di Alton, Illinois, che ancora frequentava i corsi della prestigiosa Juillard School, in realtà sognava di suonare accanto ai suoi idoli, Charlie Parker e Dizzy Gillespie.
I dettagli
Il primo passo fu lasciare i corsi troppo "accademici" della Juillard, il secondo suonare il più possibile e inserirsi nella nuova scena. L'esperienza nel quintetto di Charlie Parker non solo gli ha permesso di imparare il nuovo linguaggio ma anche di sperimentare cosa voglia dire la vita del musicista in studio di registrazione e in tournée ma anche essere alle prese con un leader ingestibile come Parker. Quello che fa impressione e che è anche il segno di un predestinato è che già nel 1948, cioè a 22 anni, Miles Davis ha organizzato la prima "rivoluzione".
"Birth of the Cool", titolo programmatico, è il primo fondamentale atto della sua collaborazione con Gil Evans, il raffinatissimo e geniale compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra, che diventerà una sorta di spirito guida della carriera di Davis. Ispirandosi alla leggendaria "nuvola di suono" di Claude Thornill, Evans e Miles mettono insieme quella che è passata alla storia come "Tuba Band", aggiungendo alla strumentazione appunto una tuba e un corno francese ma anche scritturando musicisti come Lee Konitz e Gerry Mulligan: dalle vertiginose frenesie del Be Bop si passa a un sound più rilassato che inaugura di fatto l'era del post Bop. Sfortunatamente gli anni immediatamente successivi portano nella vita di Miles la più scomoda dei partner: l'eroina.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




