
Costruire dopo il Pnrr: torna A&F Live, focus sulle infrastrutture
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Costruire dopo il Pnrr: torna A&F Live, focus sulle infrastrutture di Walter Galbiati Il talk di Affari&Finanza dedicato alle necessità di finanziamento per mantenere alto il livello di spesa anche dopo il Piano di ripresa e resilienza: servono 200 miliardi per i soli trasporti. Docenti e addetti ai lavori a confronto su come colmare il gap 29 Giugno 2026 alle 10:00 2 minuti di lettura Riuscirà l’Italia a colmare il gap infrastrutturale di cui ancora soffre, anche dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha spinto gli investimenti su livelli difficilmente replicabili ma è giunto ormai agli sgoccioli? È la domanda di fondo che si pone A&F Live, il talk di Affari&Finanza, che torna a occuparsi delle “Dorsali del Paese” lunedì 6 luglio a Roma, a partire dalle 17 presso la Luiss Business School e in diretta streaming sul sito di Repubblica.
QUI IL LINK PER IL PROGRAMMA E LA REGISTRAZIONE I numeri portati ai recenti Stati Generali dei Trasporti e della Logistica lo dicono chiaro. Nell’ultimo quarto di secolo la pressione sulle infrastrutture è cresciuta sensibilmente: la domanda di mobilità in Europa è praticamente raddoppiata per i passeggeri aerei e aumentata di 1,5 volte su ferro, a fronte di uno “stock” di aeroporti e binari stabile. Numeri che danno bene l’idea di quanto sia importante il fabbisogno di investimenti infrastrutturali, anche perché si uniscono alle esigenze di manutenzione (l’età media delle opere è di circa 70 anni) e alla necessità di tenere il passo delle transizioni energetica e digitale, nonché della richiesta di proteggere i gangli strategici per la sicurezza comune.
I dettagli
L’Italia ha di recente messo in campo investimenti in trasporti e logistica importanti: 340 miliardi negli ultimi quindici anni, dei quali ben 150 maturati nel solo periodo post-Covid (2021-25) grazie alla spinta del Pnrr. Un’accelerazione che meriterebbe ulteriore benzina: secondo quanto emerso agli Stati Generali, nei prossimi 15 anni serviranno altri 550 di miliardi per trasporto e logistica, un terzo di quelli richiesti dalle infrastrutture che nel loro complesso oscillano tra i 1. Come finanziare questo sforzo sarà la domanda intorno alla quale si confronteranno ad A&F Live economisti e addetti ai lavori: a tirare le fila sarà poi il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi.
La sfida c’è tutta: anche ipotizzando che la spesa pubblica resti costante (e senza Pnrr è difficile), e che rimangano tali anche gli investimenti di gestori e concessionari, si profila comunque un buco di oltre 200 miliardi. Servono nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato a beneficio del sistema-Paese. Investire in infrastrutture dà un ritorno immediato: oltre 2 milioni di produzione aggiuntiva per ogni milione messo sul tavolo, stando ai calcoli di Confindustria.
Ma fatte le infrastrutture, bisogna che poi si parlino perché il sistema logistico ne tragga a pieno i benefici.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





