
Cristian Mungiu Palma d’oro. A Cannes vincono le famiglie in bilico
Leggi in app Cristian Mungiu Palma d’oro. A Cannes vincono le famiglie in bilico dalla nostra inviata Arianna Finos Il regista Cristian Mungiu () Al regista romeno. il massimo riconoscimento. Tre gli ex aequo decisi...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Cristian Mungiu Palma d’oro. A Cannes vincono le famiglie in bilico dalla nostra inviata Arianna Finos Il regista Cristian Mungiu () Al regista romeno. il massimo riconoscimento.
Tre gli ex aequo decisi dalla giuria presieduta da Park Chan-wook L'ascolto è riservato agli abbonati premium 23 Maggio 2026 alle 22:38 2 minuti di lettura Cannes – Un Palmarés umanista, quello della 79ª edizione. In un Festival attraversato da film su guerre mondiali, identità ferite, autoritarismi, colpa collettiva e crisi morale dell’Occidente, la giuria di Park Chan-wook mette al centro l’amore, la solidarietà umana, la cura: c’è la famiglia dei fiordi che lotta contro i sospetti della burocrazia, due soldati innamorati tra le trincee della Prima guerra mondiale, il tentativo di riparare corpi e menti sotto il segno, anche, di Franco Basaglia. Tanti ex aequo, segno di una volontà di moltiplicare la festa.
I dettagli
La Palma d’oro di questa edizione, che ha “ghostato” il cinema italiano, va a Fjord del romeno Cristian Mungiu, che entra nel club dei vincitori doppi (4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, 2007). Ispirato a una storia vera che ricorda – con molte differenze – quella dell’italiana “famiglia del bosco”, racconta dei Gheorghiu, padre romeno e madre norvegese, trasferitisi in un paesino su un fiordo. Cinque figli, vengono accolti dalla comunità, finché una delle figlie si presenta a scuola con dei lividi.
Allora partono indagini, accuse di maltrattamenti, i bimbi spostati nelle case famiglia e un processo ribalta le certezze degli spettatori e l’immagine della Norvegia come modello di tolleranza e convivenza. «Grazie per aver premiato questo film, perché avete corso un rischio – dice Mungiu sul palco – quello di dare voce a questioni per cui ci siamo esposti, difficili, di cui spesso le persone non osano parlare pubblicamente. Cambiare le cose è importante, dobbiamo iniziare da noi stessi.
Il cinema deve parlare di quello che conta, che è intorno a noi. Oggi le società sono fratturate, radicalizzate. Questo film s’impegna contro ogni forma di integralismo.
Cosa dicono gli esperti
È un messaggio di tolleranza, inclusione, empatia, parole magnifiche che tutti amiamo, ma vanno messe in pratica». Il regista russo dissidente Andrey Zvyagintsev vince il Gran premio della giuria per il film "Minotaur" Il Grand Prix della giuria è un pugno allo stomaco: Minotaur di Andrey Zvyagintsev, ambientato nella Russia del 2022, mentre prende il via l’“operazione speciale” in Ucraina. Al centro un potente burocrate diviso tra il tradimento della moglie e la scelta di quali dipendenti mandare al fronte.
Miglior regia ex aequo a Javier Calvo e Javier Ambrossi registi di "La Bola negra" e Pawel Pawlikowski regista di "Fatherland" Premio per la regia a tre.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.



