
Crollo oro a Shanghai del 4%: inflazione USA ai massimi da 3 anni affonda i futures
L’crollo oro a Shanghai ha colpito i futures sull’oro alla Shanghai Futures Exchange l’11 giugno 2026, con un ribasso superiore al 4% che ha trascinato giù anche l’argento. Il movimento riflette un mercato diviso tra...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. L’crollo oro a Shanghai ha colpito i futures sull’oro alla Shanghai Futures Exchange l’11 giugno 2026, con un ribasso superiore al 4% che ha trascinato giù anche l’argento. Il movimento riflette un mercato diviso tra l’urgenza di frenare l’inflazione e le tensioni geopolitiche che continuano a pesare sulle materie prime. Il nodo centrale resta l’inflazione USA e oro.
Negli Stati Uniti l’inflazione ha toccato il livello più alto degli ultimi tre anni e i mercati vedono oltre il 70% di probabilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi. Per l’oro, che non offre rendimenti, tassi più alti significano minore attrattiva e maggiore pressione sulle vendite. Nel mercato cinese, il prezzo spot dell’oro ha oscillato con forza.
Dinamiche di mercato
Ha segnato minimi che non si vedevano da novembre a 4. 022,09 dollari l’oncia, prima di recuperare leggermente a 4. 089,12 dollari grazie a coperture tecniche.
Il segnale resta comunque chiaro: il crollo oro a Shanghai si inserisce in una fase di forte nervosismo per i metalli preziosi. Mercato commodity Cina oggi: oro e argento giù, altre materie prime in rialzo Mentre oro e argento arretravano, molte altre commodity cinesi hanno preso la direzione opposta. Polysilicon e low-sulfur fuel oil hanno guadagnato circa il 4%.
Palladio, gas di petrolio liquefatto, greggio SC, metanolo e carbonato di litio sono saliti di oltre il 3%. Questa divergenza mostra l’andamento futures materie prime in una fase in cui la geopolitica conta quanto i dati macro. Le tensioni in Medio Oriente, insieme al temporaneo blocco dello Stretto di Hormuz, hanno spinto i prezzi del petrolio di oltre 2 dollari al barile.
Impatto sui mercati
L’effetto non è uniforme: alcune commodity reagiscono al rischio energetico, altre restano più sensibili ai tassi e all’effetto inflazione sui metalli. La Cina ha reagito allo shock energetico riducendo in modo netto le importazioni di greggio. A maggio gli acquisti sono scesi del 29% a 7,79 milioni di barili al giorno, il livello più basso degli ultimi otto anni.
Il premio elevato richiesto per il greggio saudita ha spinto Pechino a privilegiare le scorte di petrolio russo e iraniano. Anche le importazioni di rame sono calate del 7% nei primi cinque mesi del 2026, nonostante i prezzi londinesi fossero in rialzo del 9,6% da inizio anno. Nel frattempo, le esportazioni di alluminio della Cina sono salite a 632.
000 tonnellate a maggio, sostenute dai prezzi globali più alti legati ai tagli di offerta dal Medio Oriente. Perché il crollo oro a Shanghai pesa sulle previsioni per il 2026 Il quadro della domanda di oro sta cambiando. Secondo Metals Focus, nel 2026 la domanda fisica per investimenti supererà per la prima volta quella legata ai gioielli.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




