
Dalle case fantasma ai video con l'IA, le truffe digitali minacciano l'estate
L'estate è il momento in cui abbassiamo la guardia. Prenotiamo un alloggio all'ultimo minuto, ci colleghiamo al wi-fi gratuito, scarichiamo un'app per il parcheggio senza pensarci due volte, rispondiamo distrattamente a...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: L'estate è il momento in cui abbassiamo la guardia. Prenotiamo un alloggio all'ultimo minuto, ci colleghiamo al wi-fi gratuito, scarichiamo un'app per il parcheggio senza pensarci due volte, rispondiamo distrattamente a un messaggio mentre siamo in fila al bar. È esattamente questa fretta, unita al relax delle vacanze, la leva su cui contano i truffatori digitali.
Lo conferma un recente rapporto della polizia di Stato che, con la piattaforma Airbnb, ha ricordato le truffe più in voga in estate per sensibilizzare i viaggiatori. Il meccanismo più diffuso è quello della cosiddetta "casa fantasma": annunci con foto accattivanti, spesso rubate da inserzioni legittime, e prezzi troppo convenienti per essere veri. Arrivati a destinazione, la sorpresa è amara: l'alloggio non esiste, oppure il finto proprietario smette di rispondere dopo aver incassato l'acconto.
I dettagli
I segnali d'allarme restano quasi sempre gli stessi, spiega la polizia postale: prezzo troppo basso, chi affitta che preme per chiudere in fretta, richieste di pagare fuori dalla piattaforma ufficiale o di spostare la conversazione su WhatsApp. Curiosamente, a cadere più spesso nella trappola non sono gli anziani ma i giovani tra i 18 e i 24 anni, più veloci nel muoversi online e quindi più propensi a saltare le verifiche; gli over 65, al contrario, restano la fascia più prudente, con un'incidenza del 5% sul totale delle truffe. Il fronte successivo, tipicamente estivo, riguarda le reti wi-fi aperte, in spiaggia, in aeroporto, nei bar delle località turistiche, e le app installate all'ultimo momento per gestire parcheggi o biglietti.
Collegarsi a una rete non protetta per controllare l'home banking espone a intercettazioni; scaricare un'app poco nota cliccando su un link trovato sui social può significare invece concedere permessi eccessivi su contatti e posizione. "Durante i periodi di maggiore mobilità aumentano i tentativi di diffondere app contraffatte che imitano quelle ufficiali dei servizi pubblici, trasporti e parcheggi" dice all'ANSA Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell'osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, "con l'obiettivo di sottrarre dati personali o informazioni di pagamento. È fondamentale scaricarle esclusivamente dagli store ufficiali e, prima ancora, verificare l'identità dello sviluppatore, il numero di download e le recensioni degli utenti".
A rendere questa stagione diversa dalle precedenti è anche la disponibilità di strumenti di intelligenza artificiale generativa alla portata di tutti, che contribuiscono ad alzare il rischio di diffusione di deepfake, i video bufala. Non si tratta più solo di email scritte male: oggi un truffatore può clonare la voce di un familiare per una richiesta d'aiuto urgente, generare un filmato credibile di un amministratore delegato che ordina un bonifico o costruire un finto sito di prenotazione indistinguibile dall'originale.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.



