
Di Amato: “Atomo necessario, le rinnovabili non bastano”
Leggi in app Di Amato: “Atomo necessario, le rinnovabili non bastano” di Diego Longhin FABRIZIO DI AMATO, PRESIDENTE, MAIRE Italia, Francia e Germania facciano sistema. L’Unione è una soluzione non un problema 27 Maggio...
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Di Amato: “Atomo necessario, le rinnovabili non bastano” di Diego Longhin FABRIZIO DI AMATO, PRESIDENTE, MAIRE Italia, Francia e Germania facciano sistema. L’Unione è una soluzione non un problema 27 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Roma – «Per me l’Europa è la soluzione». Fabrizio Di Amato, presidente e azionista di riferimento del gruppo Maire Tecnimont, ieri era alla Nuvola all’Eur.
Di Amato, il ritornello alla fine rischia di essere sempre lo stesso: è tutta colpa dell’Europa. «L’Europa ha certamente delle responsabilità, ma trasformarla nel capro espiatorio di ogni difficoltà rischia di diventare un alibi. Io penso invece che l’Europa sia una soluzione, non il problema.
I dettagli
Oggi non esiste più una competizione interna tra Paesi europei: la sfida è globale. O il Vecchio continente mette insieme competenze, industria, tecnologia e visione strategica, oppure perderà terreno rispetto al resto del mondo». Il nodo più urgente è quello dell’energia.
L’Italia paga più degli altri Paesi europei: cosa non ha funzionato? «Non ha funzionato la pianificazione. La transizione energetica è necessaria e io sono favorevole alle rinnovabili, ma non si può affrontarla senza chiedersi quale sarà l’impatto sull’industria.
Oggi compriamo pannelli e tecnologie dall’estero, mentre pezzi decisivi della filiera non li controlliamo. Così rischiamo di decarbonizzare e, insieme, deindustrializzare. Il punto è semplice: le rinnovabili sono fondamentali, ma da sole non garantiscono continuità, è una fonte di energia disordinata e non continua.
Cosa dicono gli esperti
L’industria, invece, ha bisogno di energia costante, programmabile e competitiva». E qui entra in gioco il nucleare… «Sì, nel medio periodo è una delle risposte necessarie. Non come alternativa ideologica alle rinnovabili, ma come complemento.
Se vogliamo ridurre davvero le emissioni e nello stesso tempo tenere in piedi il sistema industriale, serve una quota di energia stabile. Anche in questo l’Europa è una soluzione…».
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





