
Dichiarazione Usa sul terrorismo ma l’Italia non firma l’intesa
Leggi in app Dichiarazione Usa sul terrorismo ma l’Italia non firma l’intesa dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Il comunicato condanna le attività legate al terrorismo dell’intelligence dei Pasdaran in Paesi...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Dichiarazione Usa sul terrorismo ma l’Italia non firma l’intesa dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Il comunicato condanna le attività legate al terrorismo dell’intelligence dei Pasdaran in Paesi occidentali L'ascolto è riservato agli abbonati premium 11 Giugno 2026 alle 01:00 1 minuti di lettura Proprio mentre la guerra in Iran vive un momento molto delicato per il negoziato sull’accordo che dovrebbe chiuderla, e alla vigilia dell’altrettanto delicata visita a Washington del ministro della Difesa Crosetto, l’Italia non firma la «Dichiarazione congiunta sull’attività statale iraniana di minaccia in Europa, Nord America e Australia». Roma è l’unico paese di peso nel continente a sfilarsi, insieme alla Spagna. Una decisione che quindi ci accomuna al membro della Nato forse meno gradito alla Casa Bianca in questo momento.
Il documento di condanna e i Paesi firmatari Il documento pubblicato ieri si intitolata «Joint Statement on Iranian State Threat Activity in Europe, North America and Australia» e condanna «i complotti letali e altre azioni maligne in Europa, Nord America e Australia da parte dell’Organizzazione di Intelligence della Guardia Rivoluzionaria Islamica dell’Iran, della Forza Quds e del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza, inclusi quelli contro dissidenti iraniani, giornalisti e comunità e interessi ebraici e israeliani». Quindi aggiunge: «Il rapporto tra i servizi di sicurezza iraniani e i gruppi criminali internazionali e locali è di lunga data. L’uso di questi gruppi è deplorevole».
I dettagli
Inoltre «condanniamo la recente campagna di attacchi in Europa contro le comunità ebraiche, i giornalisti iraniani e gli interessi statunitensi, rivendicata da Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya e sostenuta dai loro intermediari». Secondo la dichiarazione «i tentativi di uccidere, rapire, molestare, intimidire o comunque attaccare le persone sul nostro suolo minano la sovranità nazionale e le norme internazionali. Queste azioni devono fermarsi immediatamente».
Seguono le firme di Regno Unito, Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Portogallo e Svezia, oltre agli Stati Uniti. In pratica quasi tutti, cosa che fa risaltare ancora di più l’assenza di Italia e Spagna. Le ragioni della firma mancata Le ragioni della decisione di Roma possono avere diversi motivi, che svariano da alcuni aspetti specifici del testo a preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
Questa scelta però si aggiunge a quelle di negare alcuni usi delle basi militari in Italia per l’offensiva in Iran, non aiutare lo sminamento e la riapertura dello Stretto di Hormuz, e in generale non sostenere la guerra, che già avevano urtato il presidente Trump. Il dipartimento di Stato al momento rimanda al governo italiano le spiegazioni. Questo è un articolo a pagamento, ma oggi te lo regaliamo.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





