
“Endgame”, fine dei giochi per l’economia russa? Pesano la tassa dei droni e il cappio cinese
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July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app “Endgame”, fine dei giochi per l’economia russa? Pesano la tassa dei droni e il cappio cinese di Walter Galbiati () Outlook del 1 luglio. Iscriviti alla Newsletter 01 Luglio 2026 alle 00:00 4 minuti di lettura Benvenuti su Outlook, la newsletter di Repubblica che analizza l'economia, la finanza, i mercati internazionali.
Ogni mercoledì parleremo di società quotate e no, di personaggi, istituzioni, di scandali e inchieste legate a questo mondo. Se volete scrivermi, la mia mail è w. Buona lettura, Walter Galbiati, vicedirettore di Repubblica Endgame, la fine dei giochi.
I dettagli
Non usa mezze parole il Kiel Institute for the World Economy, uno dei più importanti centri di ricerca e think tank al mondo specializzati in economia internazionale e politica economica, per definire la fase in cui si trova l’economia russa, a quattro anni dall’inizio della guerra. Serve prudenza, ma secondo il report dell’istituto, si starebbero delineando i contorni di una vera e propria fase finale. L’economia non è crollata, ma le fondamenta strutturali si sono rapidamente erose.
La crescita economica si è arrestata e le riserve fiscali sono in gran parte esaurite. Un vuoto nei conti che potrebbe minare la capacità del Paese di finanziare l’avanzata in Ucraina e permettere a chi sostiene Kiev di spingere ulteriormente sulle sanzioni per colpire l’export russo e portare Putin a trattare. Nel primo trimestre dell’anno l’economia russa ha subito una contrazione dello 0,3%, nonostante un aumento del 44% su base annua della spesa pubblica registrato nel marzo 2026.
Sempre nei primi tre mesi, il deficit di bilancio ha raggiunto i 4,6 trilioni di rubli (circa 58 miliardi di dollari), una voragine perché da solo supera l’obiettivo che il Paese si era dato per l’intero anno di 3,8 trilioni di rubli. Le previsioni di crescita del Pil per l’anno in corso sono state già ridotte dal governo allo 0,4%, ma non è detto che questo obiettivo possa essere raggiunto per le carenze di approvvigionamento dovute alle sanzioni e per quelle di manodopera, nonostante la disoccupazione sia ai valori minimi (2,1%) di sempre. Si sa che in tempi di guerra la propaganda è un’arma e non è dato sapere quanto siano accurati e corrispondenti al vero i numeri pubblicati (sempre in minor quantità) dalla Russia.
Di certo se ce ne fosse anche solo uno sbagliato, come l’inflazione, tutte le proiezioni di crescita cambierebbero. Gli alti tassi di interesse che stanno soffocando l’economia, fanno pensare a una dinamica dei prezzi più elevata di quella dichiarata. A una politica monetaria che implica tassi di interesse reali a due cifre (intorno al 10%), si contrappone un’inflazione ufficiale che si attesta intorno al 5,5%, mentre le aspettative di inflazione emerse dalle indagini sui consumatori si attestano al 13%.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





