
FCA taglia il capitale all’1%: la regolamentazione stablecoin UK sfida l’Europa
La Financial Conduct Authority ha scelto di alleggerire le regole per chi emette stablecoin nel Regno Unito, tagliando a metà il requisito minimo di capitale e aprendo così un divario netto con l’approccio europeo. È...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. La Financial Conduct Authority ha scelto di alleggerire le regole per chi emette stablecoin nel Regno Unito, tagliando a metà il requisito minimo di capitale e aprendo così un divario netto con l’approccio europeo. È una mossa che ridisegna la regolamentazione stablecoin UK rispetto al resto del mondo sviluppato, e che potrebbe avere effetti significativi sull’attrattività di Londra come hub per le imprese crypto. Punti chiave La FCA ha ridotto dall’2% all’1% il requisito di capitale per gli emittenti di stablecoin, calcolato sul valore totale delle stablecoin in circolazione.
Il nuovo buffer britannico è la metà del requisito previsto dalla normativa europea MiCA, che resta al 2%. La Bank of England ha abbandonato il progetto di limite massimo di £20. 000 per i possessi individuali di stablecoin.
Dinamiche di mercato
Gli exchange crypto dovranno accantonare il 40% del capitale di trading a copertura delle perdite potenziali e applicare la stessa percentuale al valore del collateral nelle operazioni di prestito o trading. Il nuovo regime entrerà in vigore il 25 ottobre 2027, con la finestra di autorizzazione aperta dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027. La FCA taglia il requisito di capitale per gli emittenti di stablecoin La misura è diretta e ha un impatto immediato: chi emette stablecoin nel Regno Unito dovrà tenere a riserva l’1% del valore totale delle stablecoin in circolazione, non più il 2% come inizialmente proposto.
La FCA ha pubblicato il nuovo documento di framework nella giornata di martedì, definendo il cambiamento come un modo per rendere il regime prudenziale «più proporzionato per gli emittenti di dimensioni maggiori, mantenendo la solidità del sistema complessivo». In termini pratici, per un emittente con un miliardo di dollari in stablecoin in circolazione, la differenza si traduce in cinquanta milioni di dollari di capitale che non devono più essere immobilizzati a riserva. Una cifra che, su scala, cambia i calcoli economici dell’emissione.
Il confronto con MiCA: Londra sceglie la via più leggera Il dato più rilevante in chiave geopolitica è il confronto diretto con Bruxelles. La normativa europea MiCA — Markets in Crypto Assets — prevede per gli emittenti di stablecoin un requisito di capitale del 2%, esattamente il doppio di quanto stabilito ora dalla FCA. Non è una differenza tecnica marginale.
Impatto sui mercati
È un segnale di posizionamento strategico: il Regno Unito, dopo Brexit, sceglie deliberatamente di offrire condizioni più competitive rispetto all’Unione Europea sul fronte dei requisiti prudenziali per chi opera nel settore delle stablecoin. L’effetto potenziale è quello di attrarre emittenti che cercano una giurisdizione regolamentata ma meno onerosa dal punto di vista del capitale vincolato. Semplificazione come obiettivo dichiarato La riduzione del buffer non è un episodio isolato.
La FCA ha dichiarato esplicitamente che l’obiettivo del nuovo framework è semplificare elementi chiave del regime per renderlo più praticabile nell’implementazione concreta. David Geale, direttore esecutivo per i pagamenti e la finanza digitale dell’autorità, ha descritto il pacchetto come un traguardo significativo per la regolamentazione crypto nel Regno Unito, sottolineando come il regime punti a fornire certezza normativa pur lasciando spazio all’innovazione. Il framework si applica a una platea ampia di operatori: piattaforme di trading crypto, dealer, custodi, emittenti di stablecoin, provider di lending e borrowing, aziende di staking e alcune entità DeFi in cui esista un soggetto controllante identificabile.
Le nuove regole per gli exchange crypto Sul versante degli exchange, le novità sono altrettanto concrete. Sotto il nuovo regime, le piattaforme di trading crypto qualificate — definite dalla FCA come QCATPs, ossia UK Qualifying Cryptoasset Trading Platforms — dovranno accantonare il 40% del capitale di trading a copertura delle perdite potenziali. Stessa percentuale si applica al collateral: nelle operazioni di prestito o trading con altre controparti, le piattaforme dovranno scontare del 40% il valore delle garanzie.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




