
FdI vota le preferenze di Vannacci, la maggioranza si spacca ancora e non passano
Nuovo round di votazioni e nuovo colpo di scena, che non cambia però la sostanza per gli elettori: la Camera dice ancora no alle preferenze, bocciando, dopo quello del centrodestra, anche l'emendamento di Futuro...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Nuovo round di votazioni e nuovo colpo di scena, che non cambia però la sostanza per gli elettori: la Camera dice ancora no alle preferenze, bocciando, dopo quello del centrodestra, anche l'emendamento di Futuro nazionale. Ma la maggioranza si divide di nuovo, con FdI che, recitando il leitmotiv della "coerenza" vota (per la prima volta) coi vannacciani mentre Lega e Forza Italia confermano la loro contrarietà. La riforma però non subisce battute di arresto, nonostante il pressing delle opposizioni che continuano a chiedere al centrodestra di fermarsi.
E mentre prosegue lo scontro sulla parità di genere - Giorgia Meloni "tradisce le donne per il potere" va all'attacco Elly Schlein - si arriva perfino a dare il via libera, all'unanimità, alla possibilità di voto per i fuorisede. In attesa di vedere come si chiuderà il primo round della partita, con il primo via libera di Montecitorio all'intero provvedimento che sarà, ancora una volta, a scrutinio segreto. Di prima mattina, a Montecitorio, inizia a circolare la voce che possa cambiare il parere del relatore di maggioranza (Angelo Rossi di FdI) sull'emendamento del partito di Roberto Vannacci e pure sull'altro rimasto in vita, sottoscritto da Francesco Gallo e Luigi Marattin, segretario del Partito liberaldemocratico, entrambi iscritti al gruppo Misto.
I dettagli
Il parere, inizialmente contrario, diventa di "remissione all'Aula", lasciando quindi liberi i deputati meloniani di dare il loro sì alle preferenze, in una versione, quella di FnV soprattutto, molto più spinta rispetto alla proposta di mediazione (coi capilista bloccati) bocciata il giorno prima. "Abbiamo fatto la nostra battaglia a viso aperto", sintetizza il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Per approfondire Agenzia ANSA Tra tempi stretti e insidie, come procede l'esame della legge elettorale - Notizie - Ansa.
it Complicata l'ipotesi di reinserire le preferenze. Il nodo Consulta (ANSA) Una scelta che serve a sostenere la narrazione pro-preferenze da un lato, e a mandare un segnale agli alleati dall'altro. Anche perché rimane aperta la possibilità di riprovarci a Palazzo Madama, come non ha mancato di osservare, tra le polemiche, lo stesso Ignazio La Russa.
"Ho parlato da presidente del Senato e ho ricordato che nel sistema bicamerale quello che viene votato in un ramo del Parlamento può essere cambiato dall'altro", dice respingendo le accuse di avere svestito i panni di "arbitro". "Se a qualcuno non piace, riformuli la Costituzione", taglia corto la seconda carica dello Stato. Ma sarà da vedere, di qui a settembre, se davvero Meloni vorrà andare fino in fondo con le preferenze.
Il timing infatti, dopo le tensioni di questi giorni, non sembra cambiato: via libera della Camera, approdo al Senato dove il testo andrà all'esame della commissione fino alla pausa estiva, e passaggio in Aula alla ripresa a settembre. Una modifica comporterebbe il ritorno alla Camera, inevitabilmente con la fiducia.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





