
Flotilla, s’allarga l’inchiesta dei pm: faro su Ben Gvir, politici e militari
Leggi in app Flotilla, s’allarga l’inchiesta dei pm: faro su Ben Gvir, politici e militari di Giuliano Foschini e Andrea Ossino Tensione tra Italia e Israele per l’indagine a Roma: nel fascicolo anche il ministro Katz e...
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Flotilla, s’allarga l’inchiesta dei pm: faro su Ben Gvir, politici e militari di Giuliano Foschini e Andrea Ossino Tensione tra Italia e Israele per l’indagine a Roma: nel fascicolo anche il ministro Katz e il capo dell’Idf Zamir. Le accuse di tortura 26 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Nelle prossime ore potrebbe aprirsi una tensione senza precedenti tra Italia e Israele. Perché alla procura di Roma ormai sarebbe tutto pronto per le prime iscrizioni nel registro degli indagati nell’inchiesta sull’assalto alle navi della Global Sumud Flotilla.
E il primo nome destinato a finire nel fascicolo sarebbe quello di Itamar Ben-Gvir, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano. Esiste già un fascicolo — nato all’indomani della prima spedizione umanitaria fermata — per tortura, sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. Ed è già partita anche una rogatoria — dall’esito probabilmente inutile, visto che difficilmente arriverà una risposta — per identificare i protagonisti delle violenze denunciate dagli attivisti e capire sulla base di quali norme siano stati fermati in acque internazionali, portati in carcere e poi espulsi.
I dettagli
Ma quelle rogatorie non sono più così importanti. Perché il video pubblicato dal ministro Ben-Gvir con gli attivisti della Flotilla inginocchiati nel porto di Ashdod, ammanettati mentre alcuni agenti li deridono, è considerato dagli investigatori una prova. Un filmato che, spiegano fonti investigative, non necessita di verifiche sulla provenienza: è pubblico, rivendicato e diffuso dagli stessi ambienti governativi israeliani.
Mancava soltanto la certezza che tra le vittime ci fossero cittadini italiani. E ora quella certezza c’è. Gli attivisti hanno depositato infatti una serie di esposti in cui si spiega che Ben-Gvir non sarebbe stato il solo.
L’indagine — in quello che al momento è un fascicolo parallelo ma verosimilmente alla fine sarà tutto unito — punta a ricostruire l’intera catena gerarchica, verso il basso ma anche all’interno del governo. L’ultima denuncia — sul tavolo dei pm Stefano Opilio e Lucia Lotti — aggiunge nomi, ruoli e una possibile catena di comando, sulla base delle indicazioni raccolte dalla Fondazione Hind Rajab. C’è il viceammiraglio Eyal Harel, nominato al vertice della Marina israeliana il 16 aprile scorso, appena due settimane prima dell’abbordaggio delle navi cariche di aiuti umanitari al largo di Creta.
Poi il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, il comandante del servizio penitenziario Kobi Yaakobi — indicato come l’uomo che ha organizzato il campo di detenzione di Ashdod — e il ministro della Difesa Israel Katz. In totale sono nove le persone segnalate dalla Fondazione. Gli attivisti indicano anche i reati subiti: sequestro di persona, tortura, violenza sessuale, rapina e danneggiamento aggravato dal pericolo di naufragio.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





