
Gela, l’alunno deve subire un delicato intervento: la maestra prende le ferie per stargli vicino
Leggi in app Gela, l’alunno deve subire un delicato intervento: la maestra prende le ferie per stargli vicino di Jerry Italia Samanta Lacagnina insieme al piccolo Matteo Samanta Lacagnina, per la quale è arrivato un...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Gela, l’alunno deve subire un delicato intervento: la maestra prende le ferie per stargli vicino di Jerry Italia Samanta Lacagnina insieme al piccolo Matteo Samanta Lacagnina, per la quale è arrivato un encomio dai Comuni di Gela e Rimini, è l’insegnante di sostegno di Mattia ed ha accompagnato il bambino e la famiglia in Romagna per l’operazione. “Non l’ho vissuto come un sacrificio: era semplicemente la cosa giusta da fare” 07 Giugno 2026 alle 13:00 2 minuti di lettura C’è una scuola che finisce con il suono dell’ultima campanella e una che, invece, continua oltre i cancelli, dentro le corsie di un ospedale, nei momenti più difficili della vita di una famiglia. È questa la storia di Samanta Lacagnina, insegnante di sostegno dell’istituto comprensivo “Giovanni Verga” di Gela, che ha deciso di trasformare il proprio tempo libero in un gesto concreto di vicinanza: accompagnare uno dei suoi alunni fino a Rimini, dove il bambino avrebbe affrontato un complesso intervento chirurgico.
Mattia, affetto da una disabilità motoria e cognitiva, è stato operato il 14 maggio alla clinica Sol et Salus. Ad accompagnarlo dalla Sicilia c’era la madre. Ma accanto a loro, fin dalle fasi dell’organizzazione del viaggio, c’era anche lei, Samanta, la docente che segue il bambino da tre anni e che nel tempo è diventata un punto di riferimento per l’intera famiglia.
I dettagli
L’insegnante conosceva già la struttura sanitaria romagnola. In passato aveva lavorato in quella zona e ne aveva apprezzato la professionalità. Per questo, quando si è presentata la necessità di individuare un centro specializzato, ha suggerito quella soluzione ai genitori del piccolo.
«Conoscevo la realtà della clinica e le competenze dei professionisti che vi operano», racconta. «Mi è sembrato naturale indicarla alla famiglia, sapendo che avrebbe potuto ricevere cure adeguate». La sua presenza, però, non si è limitata a un consiglio.
Ha seguito personalmente l’organizzazione della trasferta, occupandosi della logistica e degli spostamenti. Ha accompagnato madre e figlio fino all’aeroporto e si è assicurata che ogni passaggio fosse compatibile con le necessità del bambino. Poi la decisione più significativa: utilizzare i propri giorni di ferie per restare accanto a Mattia durante il ricovero.
Cosa dicono gli esperti
«Con lui e con i suoi familiari si è creato negli anni un rapporto profondo. Pensare a quei giorni mi emoziona ancora oggi», racconta. «Ho voluto essere presente per un bambino pieno di energia e determinazione e per una madre che stava affrontando una prova molto impegnativa.
Non l’ho vissuto come un sacrificio: era semplicemente la cosa giusta da fare». Parole che restituiscono il senso di una professione spesso raccontata attraverso numeri, carenze di organico e difficoltà burocratiche, ma che continua a vivere soprattutto nelle relazioni umane. «I ragazzi che seguo diventano parte della mia vita», dice la docente.
«Per questo rifarei la stessa scelta senza esitazioni».
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





