
Grosso incendio nel deposito Bartolini a Milano: alta colonna di fumo, in fiamme anche camion
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Seguici su Discover Grosso incendio nel deposito Bartolini a Milano: alta colonna di fumo, in fiamme anche camion di Carmine R. Guarino, Massimo Pisa Le fiamme in via don Minzoni, dall’interno si sentono forti esplosioni. Il Comune: “Tenere chiuse le finestre” 08 Luglio 2026 Aggiornato alle 22:25 2 minuti di lettura La colonna di fumo nero comincia a prendere quota poco prima delle 19.
A poco a poco si ingrossa, copre il sole del del tramonto, diventa visibile dal centro e dalla tangenziale nord, dai comuni del primo hinterland e, ovviamente, dai terrazzini di Dergano. Quelli affacciati sulle fiamme che si levano al di sopra del muro di cinta del campo da calcio del centro sportivo Massola, alle spalle del parco Candiani. Brucia buona parte del parco container del deposito Bartolini di via don Minzoni.
I dettagli
I vapori tossici si disperdono per ore nel quartiere, seguono i venti, intossicano l'atmosfera e costringono Comune e Arpa a consigliare vivamente di non sostare all'esterno. Mentre la lotta contro le vampe si estende alla nottata. Il rogo parte da uno dei container parcheggiati sul lato sud di un'area larga 8000 metri quadrati di forma triangolare, che comprende palazzine di uffici e capannoni stipati di pacchi di merce da distribuire.
Il vano tentativo di un operaio di arginare con l'estintore l'esplosione di un rimorchio è la premessa al disastro. Scappano gli amministrativi e gli addetti alle consegne, l'area è interamente evacuata quando cominciano a convergere tutti i mezzi disponibili dei Vigili del fuoco del Comando di Milano, poi supportati dai colleghi di Monza. Entrano da via don Minzoni, che in fretta si riempie di un centinaio di curiosi, ragazzi coi telefonini, maniaci delle live sui propri canali social, furbi che cercano di superare le transenne di plastica e duellano con gli agenti della Polizia locale per strappare qualche centimetro e avvicinarsi allo spettacolo.
L'erba sintetica del campo da calcio fa da cuscinetto tra residenti e fiamme, gli inquilini ai piani alti osservano e riprendono prima di rinchiudersi dentro quando la massa di fumo diventa nera pece e la puzza si fa insostenibile. I mezzi dei pompieri guadagnano in fretta il piazzale interno ma è il capannone che fa da ricovero sul lato sud, a pochi passi dal muro di cinta che lo divide col campo di pallone, il fronte impenetrabile per le pompe e i getti d'acqua. Così, mentre il rogo distrugge tutto ciò che incontra sulla propria strada, fa esplodere serbatoi e batterie, materiale elettrico e vetri, diventa subito evidente il fronte da attaccate.
Mentre vigili del fuoco e agenti della Locale tentano di forzare un enorme portone in ghisa per riuscire ad aprirsi un varco verso il fuoco, è l'autoscala che si piazza sul prato sintetico la prima ad azionare il getto oltre il muro e l'alta rete di recinzione.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





