
Hegseth avverte: 'Gli Usa capaci di riprendere la guerra, l'Iran non avrà armi nucleari'
Gli Usa sono "più che capaci" di riprendere la guerra contro l'Iran. Nell'incertezza dell'esito delle trattative in corso per chiudere il conflitto con Teheran, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha...
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Gli Usa sono "più che capaci" di riprendere la guerra contro l'Iran. Nell'incertezza dell'esito delle trattative in corso per chiudere il conflitto con Teheran, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti "sono impegnati a impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare", parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore. Hegseth ha aggiunto che Washington rimane fedele alle proprie priorità in materia di sicurezza internazionale, affermando esplicitamente che "abbiamo ancora obblighi globali per garantire che, per esempio, l'Iran non si doti di un'arma nucleare".
La giornata di ieri: Ancora nessuna decisione sull'Iran. Al termine di oltre due ore di riunione nella Situation Room con i suoi più stretti consiglieri, Donald Trump non ha sciolto le riserve sull'accettare o meno il memorandum of understanding, la 'Dichiarazione di Islamabad', raggiunto dai suoi negoziatori. Anche se un'intesa appare vicina - hanno riferito alcune fonti al New York Times - restano ancora alcuni temi da discutere, incluso lo sblocco dei fondi iraniani congelati.
I dettagli
"La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l'America e rispetterà le sue linee rosse. L'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare".
Lo scrive in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, citando un funzionario della presidenza, secondo cui non c'è "ancora nessuna notizia in merito alla sua promessa decisione definitiva" sui negoziati con l'Iran. La partita resta così per ora aperta e le trattative proseguono. Nonostante la mancata decisione, i mercati finanziari proseguono in rialzo scommettendo sul via libera all'intesa mentre il petrolio scende intorno ai 90 dollari vedendo una schiarita all'orizzonte.
A rincuorare gli investitori sono le parole scritte dal tycoon su Truth, prima di riunirsi in conclave con i suoi consiglieri: le navi Usa per il blocco dello Stretto "possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie". Ma Teheran lo ha gelato a stretto giro, sfidandolo proprio su Hormuz.
Cosa dicono gli esperti
"La gestione dello Stretto da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale", ha tuonato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano. "Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro", ha detto Rezaei.
La sua versione dell'accordo è "un misto di verità e menzogne", ha aggiunto poche ore dopo la Fars, l'agenzia di stampa vicina ai Pasdaran. In un lungo messaggio sul suo social Truth, prima di entrare nella situation room, Trump ha ribadito le sue linee rosse, fra le quali la riapertura immediata dello Stretto "senza pedaggi e senza restrizioni. Tutte le mine devono essere rimosse.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





