
I 4 resilienti che non si arrendono alla disabilità VIDEO
di Claudio Accogli Sfrecciano come centauri sulle loro carrozzelle motorizzate, guadano fiumiciattoli a bordo dei quad, macinano chilometri con i kart: 4 milanesi resistono alle avversità che li hanno resi disabili e...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: di Claudio Accogli Sfrecciano come centauri sulle loro carrozzelle motorizzate, guadano fiumiciattoli a bordo dei quad, macinano chilometri con i kart: 4 milanesi resistono alle avversità che li hanno resi disabili e affrontano la vita come spericolati biker di una gang americana. Li abbiamo incontrati casualmente su una spiaggia della Calabria ionica, in una struttura di eccellenza per la sua inclusività. La baia è la stessa della spiaggia di Cutro, teatro della tragedia che ha sconvolto il mondo e che in Calabria è una ferita ancora aperta, tanto che molti indicano il luogo dell'affondamento, 94 i migranti morti inclusi 35 bambini, senza girarsi, senza guardare.
Felice Candido ha 62 anni e da 28 combatte con gli strascichi di un incidente avvenuto mentre tornava a casa dal lavoro, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Ma non si arrende: è lui 'il capitano' della band dei 4 amici, per cui ha creato anche un logo, 'Back to life', ritorno alla vita. "Facevamo parte di un gruppo di auto mutuo aiuto, organizzato dall'Inail, per la disabilità acquisita", racconta Felice: "Ci sono 12 persone sedute in circolo che si confrontano, allora ho creato questo gruppo di 4 uomini.
I dettagli
Giuseppe Visotti di anni ne ha 55, 16 di orgogliosa resilienza: "Ci siamo visti la prima volta e ci siamo raccontati quello che ci era successo, aprendoci uno all'altro. E' nata un'amicizia che ci porta ad andare in vacanza assieme, fare sport". Sottolinea che "i primi giorni, sicuramente tutti non accettano la loro situazione.
Però, anche se è brutto dirlo, ci sono anche persone a cui è andata peggio: questo ti spinge a continuare la vita nel migliore dei modi". Arriva anche Moris Pretti, 60 anni e 20 di resilienza: col suo sorriso smagliante tratteggia la quotidianità del gruppo, che nei villaggi vacanze spunta di buon mattino nelle palestre per fare pesi, mentre gli altri ospiti ancora dormono, lasciando a bocca aperta gli animatori. "Ne abbiamo fatte tante: motoscafi, i quad, bike, moto a tre ruote", racconta, tralasciando lo sci, il tennis, il padel, i kart, o le gite sulle cascate.
"Faccio più cose ora di quando ero bipede. Non abbiamo limiti, no". Antonio Alberta, con i suoi 65 anni, 23 quelli di resilienza, è il 'filosofo' del gruppo.
Se ti deve dire una cosa, darti un consiglio, ti prende da parte e con il suo tono pacato ti spiega perché la vita è preziosa, merita di essere rincorsa, domata, assecondata ai tuoi bisogni e ai tuoi sogni. "Il mio messaggio è quello di non abbandonarsi, non chiudersi in una sfera, vivere la vita giorno per giorno come viene". Perché "bisogna essere partecipe della vita che tutti noi meritiamo".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





