
Igiaba Scego: 'Papa Leone ci ha fatto sentire che gli scrittori sono utili'
"Papa Leone ci ha fatto sentire che gli scrittori e le scrittrici sono molto utili. La narrativa è spesso messa ai margini e invece, proprio perché viviamo in un mondo in cui c'è l'intelligenza artificiale e un...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: "Papa Leone ci ha fatto sentire che gli scrittori e le scrittrici sono molto utili. La narrativa è spesso messa ai margini e invece, proprio perché viviamo in un mondo in cui c'è l'intelligenza artificiale e un capitalismo sfrenato, capire che la narrazione è il centro della vita è stato importante. Sono state davvero belle e incoraggianti le parole del Papa".
Lo racconta all'ANSA Igiaba Scego, scrittrice italosomala, nata nel 1974 a Roma, che il 24 giugno è stata ricevuta dal Santo Padre, insieme a una delegazione di scrittori e scrittrici da tutto il mondo, tra i quali Elizabeth Strout, Susanna Tamaro, Marilynne Robinson, Jonathan Safran Foer, Enrico Brizzi, Sorj Chalandon, Maria Grazia Calandrone, Colum McCann, Daniele Mencarelli, Mircea Cărtărescu ed Eraldo Affinati, per i 100 anni dalla fondazione di Libreria Editrice Vaticana. Non era la prima volta di Igiaba Scego in Vaticano. "La prima volta avevo partecipato all'incontro con Papa Francesco, oggi con Papa Leone.
I dettagli
Sono esperienze che ti arricchiscono. Credo molto al dialogo interreligioso. Sono una donna musulmana e però sono romana e quindi in un certo senso parte della cultura della Chiesa mi ha sempre accompagnata.
Roma è una città dove la ritualità cattolica è molto presente. Devo dire che mi ritrovo nella fede degli altri perché ognuno di noi è diverso, però ognuno di noi è uguale" spiega. Ha trovato una continuità tra Papa Francesco e Papa Leone XIV?
"Su alcuni argomenti sì, sicuramente sul tema della pace. Penso che ogni pontificato abbia una sua cifra e viva delle situazioni diverse. Oggi abbiamo una geopolitica impazzita, sempre più parole d'odio.
Cosa dicono gli esperti
Penso che ogni pontefice, ma questo vale anche per i capi di Stato, debba affrontare delle sfide nuove e quella tecnologica la abbiamo davanti. Papa Leone è uno dei pochi leader che parla di questo, non tanto per demonizzare la scienza, ma per renderla umana". Cosa la ha emozionata di questo incontro con il Papa?
"Avevo sentito Papa Leone parlare in spagnolo, in italiano, mai in inglese, la sua lingua, ed è stato molto interessante. Ha toccato molti temi, la pace è sempre nei suoi discorsi. La cosa che mi colpisce di questo Pontefice è che ha una visione del mondo di pace e conoscenza della nostra reciproca umanità" dice Scego, autrice di libri in cui è sempre presente il tema del colonialismo e del razzismo come 'La mia casa è dove sono' (Rizzoli), 'Cassandra a Mogadiscio' (Bompiani) candidato al Premio Strega nel 2023, l'ultimo uscito è 'Figli della foresta' (Becco Giallo) il suo primo graphic novel, con Chiara Abastanotti.
"La scrittura - ha ricordato il Santo Padre - è alla base dell'umanità che c'è in noi. Ripartire dall'essere umano in un momento storico in cui stiamo vivendo guerre terribili e accettando l'IA passivamente, senza veramente gestirla, è fondamentale. Se non facciamo qualcosa sarà tutto molto disumanizzante.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




