
Il senso di Djokovic per il venticinquesimo slam
Leggi in app Il senso di Djokovic per il venticinquesimo slam di Claudio Giua Novak Djokovic () Il serbo batte Royer e avanza al Roland Garros 27 Maggio 2026 alle 22:59 2 minuti di lettura Tutti, oggi, sembrano...
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Il senso di Djokovic per il venticinquesimo slam di Claudio Giua Novak Djokovic () Il serbo batte Royer e avanza al Roland Garros 27 Maggio 2026 alle 22:59 2 minuti di lettura Tutti, oggi, sembrano riservarmi la stessa premura: ricordarmi che Novak Djokovic ha giocato un’inezia dagli Australian Open in poi. Quattro partite a Indian Wells, poi il ritiro a Miami ancora prima di cominciare, le rinunce a Monte Carlo e Madrid, la sconfitta contro Dino Prizmic al secondo turno di Roma, l’ultimo no-show a Ginevra. Pur nella fiducia che un vetusto djokoviciano come me assicura a Nole, devo ammettere che è poco.
A Parigi, due giorni fa, s’è concretizzata la sua prima vittoria sulla terra rossa del 2026, comunque assai sofferta, ai danni del francese Giovanni Mpetshi Perricard. Oggi, sul Philippe-Chatrier contro Valentin Royer, un altro francese di 24 anni, numero 74 del mondo, che il pubblico vorrebbe vedere far saltare il banco, mi rendo conto che bisogna dargli del tempo. Il sorriso di Djokovic al termine del match contro Royer () Solo il tempo, infatti, può scalfire l’ostinazione di Novak a puntare ad almeno un altro titolo slam, il venticinquesimo, per blindare il record assoluto che già gli appartiene.
I dettagli
La sua prima partita in un torneo ATP risale al luglio 2004, sul rosso di Umago, in Croazia. Numero 368 del mondo, il serbo diciassettenne, arrivato in tabellone dalle qualificazioni, fu eliminato in due set (7-6 6-1) da Filippo Volandri, allora numero 65. Il tempo trascorso da quel giorno si misura in 1163 vittorie e 233 sconfitte in singolare, in 101 titoli ATP in singolare, in 428 settimane al numero 1 ATP, in oltre 90 successi in ciascuno slam, in 40 Masters 1000 vinti, in 7 ATP Finals, nell’oro olimpico a Parigi 2024.
Pur avendo fatto bene su ogni superficie, la terra rossa non è la sua preferita. Ma lui ci proverà qui a Parigi, poi sull’erba di Wimbledon, infine a New York. Poi, alla soglia dei quarant’anni, deciderà se andare avanti o no.
Per due set, Valentin, parigino di Neuilly-sur-Seine, fa la stessa bella figura senza costrutto del connazionale Clement Tabur con Jannik Sinner ieri sera: buon braccio, discreta potenza, servizio competitivo, visione del gioco, ma alla fine poca sostanza. Insomma, Royer subisce senza sfigurare (6-3 6-2). Nel terzo, invece, prima recupera due break, poi trascina Nole al tie break.
C’è una circostanza intrigante che forse spiega qualcosa di quanto accade in campo: il francese s’è tennisticamente formato nella città di Nole, Belgrado, nell’accademia di Janko Tipsarević. Suo padre lavorava per una catena di supermercati con sedi nei paesi dell’Est europeo, dalla Repubblica Ceca alla Serbia, e portava con sé la famiglia in ogni trasferimento. Valentin ha dunque cominciato a giocare a tennis a quattro anni a Praga ma più avanti si è allenato a lungo con Janko, che cita spesso come fonte di ispirazione per la dedizione al lavoro.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





