
“Incatenati e presi a calci e pugni”, il racconto choc del deputato e del giornalista sulla Flotilla
Leggi in app “Incatenati e presi a calci e pugni”, il racconto choc del deputato e del giornalista sulla Flotilla di Alessia Candito I due sono arrivati questa mattina a Fiumicino. Carotenuto del Movimento 5 Stelle: “Ho...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app “Incatenati e presi a calci e pugni”, il racconto choc del deputato e del giornalista sulla Flotilla di Alessia Candito I due sono arrivati questa mattina a Fiumicino. Carotenuto del Movimento 5 Stelle: “Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi.
Ho sentito donne denunciare molestie sessuali” 21 Maggio 2026 Aggiornato alle 09:34 2 minuti di lettura Non sono mai arrivati al porto di Ashdod, dove gli altri attivisti sono stati picchiati, umiliati, legati e trascinati come bestie - schiena piegata e testa bassa - dai soldati israeliani mentre il ministro Ben-Gvir sventolava una bandiera di Israele davanti a loro. Ma questo non ha risparmiato al deputato 5S Dario Carotenuto e all’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovanicalci, pugni, violenze fisiche e psicologiche. Lo ha raccontato appena arrivato ad Atene Mantovani in una breve chiamata ai familiari e ai colleghi del giornale e in un breve video registrato grazie a un telefono messo a disposizione dall’ambasciata.
I dettagli
“Siamo stati tra gli ultimi a essere stati abbordati", racconta Mantovani nella sua testimonianza. E ancora: "Le forze israeliane hanno sparato contro la nostra barca diversi colpi, non saprei dire che tipo di proiettili, per farci mettere a prua. Poi una volta prelevati siamo stati portati con una corvetta alla seconda nave prigione.
Lì siamo stati incatenati e ammanettati, io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista e lasciato in costume da bagno. Siamo stati picchiati e presi a calci, noi anche meno degli altri: sentivo le urla degli attivisti, qualche costola di sicuro qualcuno se l'è rotta. Su quella seconda nave container quasi tutti quelli che arrivavano, eravamo circa 180, hanno preso le botte".
All’inviato del Fatto e al parlamentare sono stati assegnati dei numeri, il 164 a Mantovani, il 147 a Carotenuto, insieme sono stati trasferiti, prima ancora di arrivare al porto di Ashdod, in una cella della polizia nell'aeroporto Ben Gurion, dove hanno ricevuto una prima assistenza dall'ambasciata. Comprensibilmente scosso e indignato, Mantovani, alla seconda missione e per la seconda volta catturato in acque internazionali dagli israeliani e maltrattato, afferma: “Questo è il volto di Israele e questo purtroppo è niente rispetto a quello che Israele fa a 9mila prigionieri palestinesi. Se Israele continua a fare tutto questo è perché continua ad avere il sostegno di governi occidentali europei, compreso il nostro, che questa volta ha protestato ma sino a che non sono apparse chiaramente le immagini delle violenze a cui erano sottoposti gli attivisti della Flotilla, cioè gente disarmata non violenta che fa una manifestazione in mezzo al mare, il governo non aveva detto mezza parola e questo non è accettabile e consente a Israele di continuare a fare quello che fa, anzi sempre peggio".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




