
Incendi in Calabria, la denuncia della Protezione civile: “Gatti usati come inneschi”
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Incendi in Calabria, la denuncia della Protezione civile: “Gatti usati come inneschi” di Alessia Candito Secondo il direttore generale Costarella, i piromani avrebbero catturato alcuni animali a cui è stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile 22 Luglio 2026 alle 18:28 2 minuti di lettura Per trasformare il Pollino in un rogo sono stati usati persino gatti con stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alla coda e poi lanciati nei campi. “Inneschi frutto di una mente criminale”, li ha definiti il direttore generale della Protezione civile Domenico Costarella, che ha fatto un primo bilancio dei roghi mentre ancora si combatte con le fiamme che da domenica consumano l’area e nei giorni scorsi sono arrivati a lambire lo storico convento dei Cappuccini a Morano. Altri roghi stanno consumando il catanzarese e il crotonese, l’allarme arriva pure dalla Piana di Gioia Tauro dove sono stati consumati dalle fiamme alcuni degli ulivi secolari coltivati su un terreno confiscato alla 'ndrangheta, a Oppido Mamertina (Reggio Calabria), e assegnato alla cooperativa Valle del Marro - Libera Terra.
“Nelle ultime 24 ore – spiega il direttore regionale dei Vigili del fuoco Calabria, Maurizio Lucia - si sono registrati 164 incendi, altri 26 sono ancora in corso. Una situazione che preoccupa per il numero di focolai in atto e per il susseguirsi delle giornate di caldo che alimenta il combustibile, ovvero il materiale vegetale secco". Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Roberto Occhiuto (@robertoocchiuto) Il dolo Ma dietro i roghi che stanno consumando la Calabria – ha rivelato oggi la Protezione civile regionale, in un video pubblicato sul profilo Instagram del presidente di Regione Calabria Roberto Occhiuto - il più delle volte c’è la mano dell’uomo.
I dettagli
“Abbiamo trovato inneschi ritardati che sono frutto di una mente non solo dolosa, ma direi anche disturbata e criminale”, ha spiegato Costarella. Candele con sopra uno straccio imbevuto di un liquido infiammabile, nascoste fra sterpaglie secche che fanno rapidamente partire il rogo, o ancora le “classiche” molotov, bottiglie con dentro liquido infiammabile, lanciate verso campi bruciati da sole e caldo. Gatti usati come inneschi “Sono cose disumane”, ha detto il dg raccontando lo sconcerto degli operatori quando fra i resti inceneriti di boschi e campi hanno trovato quel che restava dei gatti torturati per appiccare le fiamme.
“Gli era stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile, dopo che veniva acceso gli animali venivano lanciati nei campi per favorire la propagazione degli incendi”. Al momento non si sa se si tratti di un caso isolato o di una modalità, crudele e barbara, che si va diffondendo. Le denunce Di certo l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) ha già annunciato che presenterà denunce in tutte le procure calabresi.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




