
'Intesa violata', l'Iran richiude Hormuz. Ma partono i colloqui in Svizzera
Il memorandum of understanding fra Iran e Stati Uniti traballa con i nuovi attacchi di Israele in Libano. E puntando il dito contro i raid che violano l'accordo raggiunto, Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Il memorandum of understanding fra Iran e Stati Uniti traballa con i nuovi attacchi di Israele in Libano. E puntando il dito contro i raid che violano l'accordo raggiunto, Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz pochi giorni dopo averlo riaperto. Una mossa che getta un'ombra sulle trattative che si aprono domenica in Svizzera - dopo la cancellazione dell'appuntamento di venerdì a Lucerna - e che rappresentano il primo passo concreto per dirimere lo spinoso dossier sul nucleare, insieme alle altre questioni rimaste in sospeso, entro i 60 giorni stabiliti.
Anche se la scadenza dei due mesi non è improrogabile, il conto alla rovescia è partito e la chiusura di Hormuz mostra come il cammino dei negoziatori non sarà facile. Da Washington non è arrivata alcuna conferma dello stop al passaggio di navi nello Stretto. Il vicepresidente JD Vance ha detto a Fox che non ci sono prove di una chiusura, mentre il Centcom ha riferito che il "traffico navale commerciale è aumentato il 20 giugno" con il transito di "55 navi mercantili".
I dettagli
Le forze americane, comunque, restano vigili nell'area. Nonostante le tensioni su Hormuz, Teheran ha deciso di inviare la sua delegazione in Svizzera per gli attesi colloqui, mentre Benyamin Netanyahu ha ordinato all'Idf il cessate il fuoco in Libano "in coordinamento con gli Stati Uniti", ossia sotto il pressing della Casa Bianca. L'Iran sarà rappresentato dal capo negoziatore Mohammad Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
"Chiederemo alla controparte di attuare gli impegni e di chiarire come intendono rispettarli", ha spiegato il dicastero guidato da Araghchi mettendo in evidenza che "l'inizio dei negoziato per l'accordo finale è subordinato all'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa". A dispetto di quanto dichiarato da Donald Trump, Teheran ritiene che la fase due dei negoziati per l'intesa finale non sia ancora iniziata, proprio a causa delle violazioni del cessate il fuoco. Si potrà parlare di nucleare "quando l'attuazione degli impegni secondo le clausole 1, 4, 5, 10 e 11 comincia e prosegue.
Purtroppo non stiamo assistendo a questa situazione", ha osservato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei. Per gli Stati Uniti sono già a Bürgenstock gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Anche il premier del Qatar Al Thani è già in Svizzera, dove ha iniziato a lavorare con gli americani alla stesura di un piano per consentire all'Iran di accedere a miliardi di dollari, attualmente congelati, per le spese umanitarie.
L'obiettivo - riporta il Wall Street Journal - è mettere a disposizione di Teheran un potere di spesa pari a 100 miliardi di dollari in risorse congelate sparse per il mondo, a partire da sei miliardi parcheggiati a Doha. Proprio per questo la delegazione qatarina e quella americana lavorano a un piano che servirà da modello per gli accordi futuri.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





