
La bara di Khamenei sfila a Teheran al grido 'vendetta', riappare Ahmadinejad
Una folla oceanica ha invaso le strade di Teheran per rendere omaggio al corteo funebre di Ali Khamenei, nel terzo dei sei giorni delle esequie nazionali, invocando vendetta contro Donald Trump e gli Usa, rei di aver...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Una folla oceanica ha invaso le strade di Teheran per rendere omaggio al corteo funebre di Ali Khamenei, nel terzo dei sei giorni delle esequie nazionali, invocando vendetta contro Donald Trump e gli Usa, rei di aver eliminato la Guida Suprema. Le autorità iraniane prevedevano alla vigilia una partecipazione complessiva di 15-20 milioni di persone, superiore quindi a quella del 6 giugno 1989, quando al funerale dell'allora leader Ruhollah Khomeini parteciparono 10 milioni di cittadini (su una popolazione di 50 milioni, contro gli 86,5 milioni di oggi). All'epoca una folla in preda all'emozione, la più grande mai vista in Iran fino ad allora, aveva assaltato il corteo funebre, il sudario era stato strappato e il corpo era caduto a terra.
Alla fine, il feretro fu trasportato in elicottero e sepolto in un cimitero nei pressi di Teheran con diverse ore di ritardo. Finora non sono stati diffusi dati ufficiali sull'affluenza, ma la capitale non vedeva una folla di tali dimensioni almeno dal 2020, quando circa sette milioni di persone parteciparono alle esequie del generale Qasem Soleimani, ucciso a Baghdad da un raid Usa. La bara di Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre tre decenni fino alla sua morte all'età di 86 anni, era stata esposta al pubblico per due giorni nella Grande Mosalla, importante complesso religioso e politico di Teheran.
I dettagli
Lunedì ha poi attraversato la capitale, ricoperta di fiori e dell'emblematico turbante nero della Guida Suprema, tra una moltitudine di bandiere, slogan e manifesti che chiedevano "la testa" di Trump e di Benjamin Netanyahu. La processione è durata oltre 10 ore, con temperature superiori ai 35 gradi, lungo un percorso di circa 20 km, mentre lo spazio aereo è rimasto completamente chiuso per l'intera giornata, dichiarata festiva. Le bare di Khamenei e di quattro suoi familiari uccisi insieme a lui il 28 febbraio - una figlia, un genero, una nuora e una nipotina di 14 mesi - sono state trasportate su un grande camion scoperto attraverso la città, mentre idranti spruzzavano acqua dall'alto contro il caldo soffocante.
Era scortato a piedi dalle forze di sicurezza per evitare incidenti, alla luce del precedente del 1989. Tra la folla presente anche il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, insieme al ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Si è palesato pure l'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, che aveva rapporti difficili con Khamenei.
Mesi fa si era diffusa la voce che fosse stato ucciso, poi che fosse in un rifugio sicuro. Il regime però resta senza il suo nuovo volto: il 56enne Mojtaba Khamenei, figlio e successore dell'ex Guida Suprema, non è ancora apparso in pubblico dalla sua nomina. Secondo diverse fonti, avrebbe riportato gravi ferite e sarebbe rimasto sfigurato nell'attacco che ha ucciso il padre.
Il funerale di Ali Khamenei è comunque molto più di un ultimo saluto nazionale, assurgendo a una dimostrazione di forza e di unità.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





