
La contesa elettorale: chi ha le carte migliori
Leggi in app La contesa elettorale: chi ha le carte migliori di Stefano Folli Giorgia Meloni (ansa) L’esecutivo di Meloni non potrà fare altro che parlare agli italiani di sicurezza e immigrati L'ascolto è riservato...
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app La contesa elettorale: chi ha le carte migliori di Stefano Folli Giorgia Meloni (ansa) L’esecutivo di Meloni non potrà fare altro che parlare agli italiani di sicurezza e immigrati L'ascolto è riservato agli abbonati premium 29 Maggio 2026 alle 22:57 2 minuti di lettura Il drone russo che è esploso in territorio rumeno ha avuto l’effetto di allarmare come non mai l’alleanza atlantica. Si discuteva delle spese per il riarmo e non mancavano le divisioni. L’Italia aveva appena annunciato di rinunciare a una quota rilevante di risorse destinate a finanziare il programma di riarmo.
Motivo, come ha spiegato la premier: “Non possiamo dare l’impressione di spendere solo in armi”. Argomento che non potrebbe essere più collegato alle elezioni del prossimo anno. Tra la fedeltà agli impegni Nato e la preoccupazione per un elettorato stanco e in qualche caso poco convinto della priorità data alle spese militari, Giorgia Meloni si sforza di apparire equilibrata.
I dettagli
E di non dispiacere a un pubblico variegato, forse dubbioso: almeno nei settori leghisti, per non parlare dell’enigma Vannacci (va imbarcato nella coalizione del ‘27 o tenuto alla larga? È chiaro che la politica estera resta al centro del dibattito pubblico. Ma non serve granché a creare consenso.
Lo scenario internazionale e i rapporti con gli alleati, quando sono ben gestiti, accrescono la reputazione del paese e di chi governa, ma le ricadute elettorali si decidono altrove. La premier sa che sulla carta il centrodestra — oggi dato alla pari con lo schieramento opposto — può contare su due punti: la sicurezza nelle città e il contrasto all’immigrazione. E deve guardarsi da un elemento di debolezza: quello indicato ieri dal governatore della Banca d’Italia.
Ossia la fragilità complessiva dell’economia, il rischio della tenaglia tra prezzi dell’energia che tendono a scivolare oltre il limite e una minacciosa inflazione, oggi al 3 per cento e suscettibile di proiettarsi verso il 6 se la guerra in Medio Oriente dovesse proseguire al di là delle varie tregue negoziate. Di nuovo la politica estera s’incrocia con l’economia concreta che tocca la vita delle persone. E a maggior ragione l’esecutivo di Giorgia Meloni non potrà fare altro che parlare agli italiani di sicurezza, di lotta alla delinquenza per le strade, di immigrati da respingere.
Cosa dicono gli esperti
Ma per essere credibili occorre dimostrare che qualche buon risultato è già stato ottenuto nei tre anni e mezzo della legislatura. E poiché le suggestioni valgono spesso più delle cifre, sia la destra sia la sinistra devono riuscire a imporre la propria agenda all’elettorato. C’è o no più sicurezza in giro per l’Italia?
E gli immigrati, clandestini o poco integrati, quanto pesano sul malessere generale del paese? Chi riesce a imporre una certa fotografia dell’Italia odierna, vince nelle urne. Con o senza riforma elettorale.
Ne deriva che il centrosinistra ha soprattutto due carte a sua disposizione.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





