
La guerra dei laser è cominciata
Leggi in app La guerra dei laser è cominciata di Gianluca Di Feo In questa immagine diffusa da il 17 settembre 2025, si vede in azione il sistema di intercettazione laser antimissile Iron Beam, sviluppato da Israele....
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app La guerra dei laser è cominciata di Gianluca Di Feo In questa immagine diffusa da il 17 settembre 2025, si vede in azione il sistema di intercettazione laser antimissile Iron Beam, sviluppato da Israele. (Ministero della Difesa israeliano/Immagine diffusa tramite ) Alla mente vengono i duelli di Star Wars, ma non è più fantascienza: dagli Usa alla Cina, una generazione di nuove armi è entrata nei campi di battaglia 28 Maggio 2026 Aggiornato alle 15:22 8 minuti di lettura Questa è la nuova uscita della newsletter La sottile linea rossa di Gianluca Di Feo. La guerra dei laser è cominciata.
Dopo sei decenni di sperimentazioni, il raggio distruttore ha smesso di essere un’utopia fantascientifica ed è entrato nei campi di battaglia. Dagli Stati Uniti alla Cina, da Israele all’Europa, una generazione di sistemi operativi viene schierata ovunque. Presto non si parlerà più di calibri ma di kilowatt per indicare la capacità distruttiva dei cannoni e gli scontri saranno caratterizzati da bagliori sinistri che riporteranno alla mente i duelli di Star Wars.
I dettagli
In realtà, non tutti i problemi tecnici delle armi ad energia diretta sono stati superati. Anche in questo caso, però, la rapida proliferazione dei droni volanti ha accelerato lo sviluppo dei laser. Uno dei loro limiti, infatti, è la necessità di mantenere il fascio luminoso fisso sul bersaglio per un tempo sufficiente a creare danni.
Tenere dietro ai missili che volano veloci è difficile, mentre i lenti velivoli telecomandati - non superano i duecento all’ora - sono la preda perfetta. Bisogna comunque fare i conti con la distorsione della luce provocata dalle nuvole, dalla nebbia e più in generale dall’umidità dell’aria, ma sono calcoli che l’intelligenza artificiale completa in un battibaleno. E c’è un indubbio vantaggio: il laser permette di abbattere i droni low cost con una spesa irrisoria, tra tre e cinque euro per ogni “colpo”.
Nei giorni iniziali del conflitto nel Golfo Persico si è ripetuta la scena dei Patriot statunitensi, ciascuno con un prezzo superiore a tre milioni di euro, scagliati a centinaia dai Paesi del Golfo per fermare gli Shahed iraniani, che vengono meno di trentamila euro. Non solo: sostituire i missili terra-aria consumati richiede tempi lunghi, perché ci vogliono due anni per costruirne uno. I laser invece sono alimentati dall’elettricità, basta ricaricare le pile per tornare in azione.
Cosa dicono gli esperti
Le batterie sono un altro dei vincoli. Ne servono di ingombranti per accumulare potenza e avere molti tiri a disposizione: più o meno le dimensioni di un container. Un freno che finora ha fatto prediligere la sistemazione sulle navi, dove non bisogna fare i conti con spazi e pesi: è possibile imbarcare veri cannoni laser.
Attualmente otto caccia lanciamissili dell’Us Navy dispongono di queste armi, ma il loro numero è destinato a crescere in fretta.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




