
La guerra delle case a Cortina, troppo cara per chi ci lavora
La Perla delle Dolomiti è troppo cara per chi ci lavora. Cortina d'Ampezzo perde residenti mentre insegnanti, dipendenti comunali, infermieri, personale degli alberghi sono costretti a interminabili viaggi in corriera...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: La Perla delle Dolomiti è troppo cara per chi ci lavora. Cortina d'Ampezzo perde residenti mentre insegnanti, dipendenti comunali, infermieri, personale degli alberghi sono costretti a interminabili viaggi in corriera dai paesi del circondario, schiacciati da una condizione che sa di beffa: hanno un reddito troppo alto per poter ricevere un alloggio popolare e non possono pagarsi una casa. Inevitabile, guardando le quotazioni al metro quadro delle abitazioni ampezzane: dai 20 ai 35 euro l'affitto, oltre 12mila per l'acquisto.
È la parabola di Venezia, ma ad alta quota. Sotto le Tofane c'erano 8. 500 residenti a metà anni '70, tremila sono spariti.
I dettagli
E i grandi eventi, Mondiali di sci e Olimpiadi, non hanno interrotto il trend. Dal gennaio 2019 al gennaio 2026 il paese ha perso oltre 400 abitanti: erano 5. E così Comune e operatori economici cercano di correre ai ripari, con misure che a volte assumono i contorni della guerra tra poveri.
L'ultimo caso riguarda una famiglia di profughi ucraini, ospitati nell'ex convento dei frati francescani da quattro anni. Avrebbero dovuto abbandonare la struttura già tre anni fa, ora però è arrivata l'ordinanza di sgombero. Il Comune ha bisogno di quegli alloggi per darli agli operatori sociosanitari della casa di riposo.
Ma il problema riguarda anche i dipendenti comunali e delle partecipate, si parla di circa 160 persone. Cortina d'Ampezzo, foto d'archivio "Stiamo cercando di fare in modo che siano invogliati a rimanere a Cortina - assicura il sindaco Gianluca Lorenzi -. Stiamo partendo con un bando per i dipendenti del Comune, in modo da dare una risposta al vero motore dell'amministrazione: se i dipendenti non sono messi nelle condizioni migliori, la macchina amministrativa ne risente".
Cosa dicono gli esperti
Altro tasto dolente è quello della fascia più giovane dei residenti, che con questi prezzi fatica a uscire di casa rimanendo sul territorio. Tra gli interventi previsti, la ristrutturazione dell'ex panificio che porterà nove nuovi appartamenti, oltre alla costruzione di case ad affitto calmierato. La casa è introvabile pure per chi lavora in alberghi e ristoranti, tanto che in un'assemblea pubblica con operatori economici e istituzioni del territorio l'Associazione degli albergatori ha proposto di istituire "un campus dell'ospitalità, che garantisca servizi, decoro e stabilità ai lavoratori".
L'hotel Ancora di Renzo Rosso ha trovato una soluzione grazie al parroco, che ha trasformato un ex orfanotrofio in una foresteria per 70 persone e dato le stanze in affitto. Durante l'assemblea Veneto Lavoro, ente strumentale della Regione, ha presentato numeri impietosi: la popolazione in età lavorativa del territorio è calata del 12,5% in provincia di Belluno, del 21,2% nel comprensorio di Pieve di Cadore. Di riflesso, oggi quattro lavoratori su dieci risiedono a oltre 50 chilometri da dove lavorano.
Che senza un tetto rimangano i lavoratori degli alberghi suona quasi come un paradosso.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





