
La maestra di Recalcati che “fumava Muratti, votava Msi e ci diceva siete tutti viti storte”
Leggi in app La maestra di Recalcati che “fumava Muratti, votava Msi e ci diceva siete tutti viti storte” di Emanuela Giampaoli (eikon) “Il padre esemplare è quello che lascia in eredità il desiderio di vivere questa...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app La maestra di Recalcati che “fumava Muratti, votava Msi e ci diceva siete tutti viti storte” di Emanuela Giampaoli (eikon) “Il padre esemplare è quello che lascia in eredità il desiderio di vivere questa vita”. Lo psicoanalista conquista piazza Maggiore a Repubblica delle Idee, partendo da Lacan e riflettendo su figure e ruoli 12 Giugno 2026 Aggiornato alle 21:21 2 minuti di lettura BOLOGNA – “Nostalgia del padre? Si interroga lo psicanalista Massimo Recalcati in piazza Maggiore a Repubblica delle idee, sul Crescentone gremito, condensando in 30 minuti una delle grandi questioni del nostro tempo e venti anni del suo lavoro.
La sfida è quella lanciata dal suo maestro, Jacques Lacan nel 1969 con la celebre definizione “l’evaporazione del padre”. “Lacan aveva ragione – spiega lo psicanalista - la contestazione del ’68 ha deposto la rappresentazione patriarcale della paternità. Prima il dominio del padre era assoluto, la sua parola dettava legge, stabiliva cosa era vero o falso, bastava uno sguardo, il tono della voce.
I dettagli
Io vengo da una famiglia così. E dobbiamo ringraziare il Signore che quel tempo sia finito anche se c’è chi ne ha nostalgia”. Lo psicoanalista cita un ricordo personale, la sua maestra elementare, che “aveva lo chignon, fumava Muratti, ho scoperto che votava Msi e ci diceva: ‘Siete tutti viti storte io sono il paletto e il filo di ferro e il mio compito è raddrizzarvi’”.
LA DIRETTA DELLA PRIMA GIORNATA Solo che la fine del padre ha messo in crisi, continua Recalcati, non solo i padri, ma chiunque abbia il difficile compito di educare. “Si vede nella vita quotidiana della scuola. Ai miei tempi quando l’insegnante entrava in aula aveva alle spalle il crocefisso e la fotografia del presidente della Repubblica, una serie che gli attribuiva autorità.
Oggi entra in aula e ha un problema: farsi ascoltare. Tra l’altro nei dibattiti televisivi, dove io non vado mai, la responsabilità di tutto questo viene scaricata sui genitori considerati degli smidollati”. (eikon) Come si fronteggia questa crisi allora?
Cosa dicono gli esperti
La prima è appunto pensare di restaurare il padre del patriarcato, qualcuno ci crede. La seconda è la via di cui parlava Pier Paolo Pasolini, quella di sostituire Dio e dunque il padre con gli dei rappresentati dagli oggetti, dal capitalismo. Lo spiegò in un articolo dal titolo “Non avrai altro jeans all’infuori di me””.
Poi c’è la via proposta da Recalcati. “Ho ripensato la figura del padre e il primo movimento è quello che il padre non è biologico, dobbiamo sganciare l’idea di paternità dalla biologia e dalla natura. Il padre non è lo spermatozoo.
Tutto il cinema degli ultimi tempi di Clint Eastwood, da “Million dollar baby” a “Gran Torino”, parla di questo. Il padre non è più quello con la barba e i baffi. La paternità come adozione e quindi può essere anche una donna, una lesbica, un gay, una madre”.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





