
La 'mezza' squalifica di Balogun, il Nyt rivela: 'Trump ha telefonato al capo della Fifa'
Questo articolo fa parte dello Speciale Mondiali 2026 Il presidente americano Donald Trump ha telefonato mercoledì a Gianni Infantino, a capo della Fifa, chiedendogli di riesaminare la squalifica di Folarin Balogun, il...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Questo articolo fa parte dello Speciale Mondiali 2026 Il presidente americano Donald Trump ha telefonato mercoledì a Gianni Infantino, a capo della Fifa, chiedendogli di riesaminare la squalifica di Folarin Balogun, il miglior marcatore Usa ai Mondiali, per il cartellino rosso ricevuto durante la partita disputata sempre quella sera contro la Bosnia-Erzegovina. Lo riporta il Nyt, in base a tre persone a conoscenza della conversazione. La Fifa, revocando la squalifica, ha annunciato che Balogun avrebbe potuto giocare la partita di lunedì contro il Belgio che, a stretto giro, ha protestato con veemenza.
Stati Uniti-Belgio, ottavi dei Mondiali, suscita polemiche ancor prima di essere giocata, dopo che la Fifa - con una decisione assolutamente inedita - ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun. "E' stata fatta la cosa giusta", l'immediato plauso di Trump alla Fifa, ad alimentare il sospetto che sulla decisione pesino i rapporti tra il presidente Usa e quello Fifa, Infantino, oltre al fatto che la squadra di Pochettino è la nazionale di casa. "Un colpo di scena", titolano i giornali belgi, preoccupati più di dover affrontare il capocannoniere degli avversari che il caso politico, almeno al momento.
I dettagli
L'attaccante Usa era stato espulso con un rosso diretto durante la partita contro la Bosnia Erzegovina. Saltando, era ricaduto su una caviglia di Muharemovic, commettendo un fallo ritenuto comunque pericoloso dall'arbitro. In base al regolamento la squalifica di un turno sarebbe stata automatica.
Ma la Fifa - applicando l'articolo 27 del Codice di disciplina - ha sospeso la sanzione, sostituendola con una anno di messa in prova. Provvedimento che ha suscitato l'approvazione del presidente Donald Trump: "Grazie alla Fifa per aver posto rimedio a una grave ingiustizia! ", ha scritto sul proprio social Truth.
Nei giorni scorsi era intervenuto il Segretario di Stato americano Marco Rubio. "Sono stati fregati con quel cartellino rosso. Dovrebbe esserci un ricorso", aveva detto.
Cosa dicono gli esperti
Sui social, molti tifosi americani avevano chiesto la grazia al presidente Usa, con quello che sembrava un paradosso. Nei giorni scorsi era emerso che la decisione della Disciplinare Fifa non era appellabile (gli Usa consideravano ingiusta l'espulsione, per mancanza di volontarietà), ma secondo fonti della squadra americana i dirigenti sarebbero intervenuti presso la Disciplinare perché fosse applicato l'articolo 27. Per ritrovare un caso analogo - ma diverso nella forma - bisogna risalire al 1962, quando il brasiliano Garrincha fu espulso nella semifinale contro il Cile per un fallo di reazione, ma non scontò la squalifica: in quel caso fu vera e propria grazia.
Durante le qualificazioni dell'edizione attuale era stato fatto uno 'sconto' a Cristiano Ronaldo, reo di aver colpito con una gomitata l'irlandese O'Shea. Fallo violento, che prevede tre giornate, ma al portoghese ne erano state tolte due proprio per consentirgli di non saltare nemmeno una gara del torneo.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





