
La prima volta di Mirra (e anche di Maja)
Leggi in app La prima volta di Mirra (e anche di Maja) di Claudio Giua La rubrica Monday’s Net sul Roland Garros 06 Giugno 2026 alle 18:38 3 minuti di lettura Tanto vale imparare la pronuncia corretta del cognome...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app La prima volta di Mirra (e anche di Maja) di Claudio Giua La rubrica Monday’s Net sul Roland Garros 06 Giugno 2026 alle 18:38 3 minuti di lettura Tanto vale imparare la pronuncia corretta del cognome Chwalińska, ché verosimilmente avremo frequenti occasioni di parlare di Maja in futuro. Allora, per noi italiani diventa “hfalignsca”, con la “h” aspirata e gutturale che è un’esclusiva della lingua polacca e la “n”, la cui grafia corretta prevede l’accento, che suona come il “gn” di lasagna. Oggi pomeriggio la polacca proveniente dalle qualificazioni prova inutilmente a resistere alla diciannovenne Mirra Andreeva, che dispone di fondamentali solidissimi.
Così la partita dura appena di più dello stretto necessario, 82 minuti, durante i quali soltanto il primo e l’ultimo quarto d’ora sono rallentati dalle titubanze di Mirra, che così si consolida al sesto posto del ranking WTA. Per la siberiana di Krasnojarsk è il primo slam in carriera, arrivato per di più alla prima occasione disponibile. L’altra siberiana che ha segnato il tennis d’inizio millennio, Maria Sharapova, aveva raggiunto l’obiettivo a 17 anni, nel 2004 a Wimbledon quando sconfisse in finale Serena Williams per 6-1 6-4.
I dettagli
In carriera, poi, si prese altri quattro major, due a Parigi, uno ciascuno a New York e a Melbourne. La finale femminile Per la cronaca della finale sul campo rosso della Court Philippe-Chatrier bastano poche battute. Chwalińska, che per due settimane ha fatto della varietà e degli angoli mancini la sua arma, soffre più dell’avversaria il vento a raffiche di oggi.
Andreeva tiene i nervi saldi e comincia a martellare da fondo campo. La russa strappa il servizio una prima volta, poi una seconda, non si fa intimidire dai controbreak e chiude il primo set in 34 minuti. Nel secondo parziale la partita diventa a senso unico.
Infilando un filotto di nove giochi consecutivi, Mirra scappa e non concede alla polacca alcun varco per rientrare. Chwalińska ci prova, si guadagna anche tre palle break, ma la russa le annulla con freddezza. Conchita Martínez, allenatrice di Mirra e tre volte finalista slam, osserva soddisfatta.
Cosa dicono gli esperti
Il match point segue la logica del match: pressione sul servizio della polacca e tre chanche conquista, con la prima che è sufficiente, 6-3 6-2. Una nuova fase per il tennis femminile Il trionfo di Andreeva potrebbe aprire una fase nuova nel tennis femminile, peraltro attesa da tempo. Non è una fiammata isolata ma l’approdo di una crescita lineare, il compimento di un percorso di una giocatrice costruita per durare.
Oggi la russa ha mostrato di saper gestire il ruolo della favorita assoluta che finora toccava alle altre. È il segnale che il vertice non appartiene più soltanto alla generazione di Sabalenka, di Swiatek, di Rybakina e di Gauff: dietro di loro c’è una ragazza che sa già come si chiude una finale. Per anni il tennis femminile ha cercato la prossima dominatrice tra molte candidate e poche conferme.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





