
La strage dei braccianti pakistani, uccisi in auto e poi dati alle fiamme. Fermate due persone
Leggi in app La strage dei braccianti pakistani, uccisi in auto e poi dati alle fiamme. Fermate due persone Alessia Candito Il rogo in una stazione di servizio sulla statale 106 nei pressi di Amendolara, nel Cosentino....
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app La strage dei braccianti pakistani, uccisi in auto e poi dati alle fiamme. Fermate due persone Alessia Candito Il rogo in una stazione di servizio sulla statale 106 nei pressi di Amendolara, nel Cosentino. Determinanti i filmati delle telecamere di videosorveglianza 02 Giugno 2026 alle 08:10 2 minuti di lettura Un boato, le fiamme, le urla.
Mezzogiorno passato, quasi l’una. Alla stazione di servizio Ip di Amendolara, una delle principali sul vecchio tracciato della Statale 106, c’è un vecchio minivan scalcinato in fiamme. Si pensa a un incidente, magari provocato da un impianto a metano artigianale e difettoso, ma quando i vigili del fuoco riescono finalmente a domare le fiamme, si scopre che dentro ci sono i corpi carbonizzati di quattro lavoratori pakistani.
I dettagli
E no, stabiliscono in fretta gli investigatori, non è una fatalità. Si tratta di un omicidio plurimo, per il quale il cerchio sembra già stringersi: in serata due sospettati, anche loro pakistani, sono stati fermati e portati in caserma. Gli agenti della Mobile di Cosenza li avrebbero individuati a Villapiana.
Sapevano chi cercare, grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza e alle prime testimonianze raccolte. Forse però c’è ancora qualcuno che manca all’appello. Investigatori e inquirenti non confermano, il riserbo imposto dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, è massimo.
Ma fonti vicine alle indagini suggeriscono che si potrebbe arrivare in fretta alla chiusura del cerchio su un episodio che anche agenti di lungo corso non esitano a definire «inquietante». E ancora tutto da ricostruire, tanto nella dinamica, come nel contesto in cui è maturato. I primi elementi che inducono la squadra mobile di Cosenza, a scartare l’iniziale ipotesi dell’incendio accidentale arrivano direttamente dalla scena.
Cosa dicono gli esperti
Il minivan non è sventrato, eppure nessuno è riuscito a scappare. Più che un’esplosione, sembra che sia stato un incendio a devastare quel mezzo vetusto e poi l’intera colonnina di benzina. E poi gli occupanti sono tutti lavoratori migranti.
Pakistani, si riesce a ricostruire quasi subito, sebbene non siano state rese note le identità e poco o nulla di quello che c’era all’interno sia stato recuperato. Nel primo pomeriggio, sul posto arriva anche il questore di Cosenza Antonio Borelli e chi è lì lo capisce subito: il caso è serio, c’è stato un omicidio. Il dato vero, che fa cadere l’ipotesi dell’incidente, arriva dalle telecamere di videosorveglianza.
Secondo quanto filtra, nei filmati ci sarebbero almeno “due o tre” persone che vengono immortalate mentre si allontanano rapidamente dalla scena. E si fa strada una ricostruzione agghiacciante: i quattro lavoratori rimasti nell’auto potrebbero essere stati bruciati vivi. L’ipotesi è tutta da verificare, l’ultima parola arriverà dalle autopsie.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





