
Legge per le piscine ferma in Senato, ecco perché non piace a hotel e agriturismi
Leggi in app Legge per le piscine ferma in Senato, ecco perché non piace a hotel e agriturismi di Romina Marceca Federalberghi: 14 morti all’anno. Meloni scrive alla mamma che ha perso un figlio: “Accelererò sul ddl”...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Legge per le piscine ferma in Senato, ecco perché non piace a hotel e agriturismi di Romina Marceca Federalberghi: 14 morti all’anno. Meloni scrive alla mamma che ha perso un figlio: “Accelererò sul ddl” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 06 Giugno 2026 alle 09:29 3 minuti di lettura Ogni anno nelle piscine d’Italia muoiono in 14 tra adulti e bambini, come emerge da un rapporto di Federalberghi. Per malore, perché al controllo dei genitori sfugge un figlio o per una manutenzione scarsa dell’impianto di aspirazione.
Un dato allarmante che rinfocola il dibattito attorno alla sicurezza nelle piscine. Un tema che fa discutere e crea scontento soprattutto dopo che il ddl piscine è stato approvato il 30 luglio 2025 in Consiglio dei ministri ed è ancora all’esame del Parlamento. Lo boccia la Conferenza delle Regioni perché “incostituzionale” e mette a rischio la sicurezza se i suoi provvedimenti verranno rivolti solo alle nuove piscine e non anche a quelle già esistenti.
I dettagli
Confagricoltura e Agriturist lo ritengono inapplicabile per i costi troppo alti a carico dei gestori. Federalberghi, intanto, ricorda che la prima forma di prevenzione è saper nuotare e nell’intervento in audizione al Parlamento ha presentato alcune modifiche tra le quali l’inserimento delle piscine di casi in locazione breve tra i destinatari del ddl. Mentre la premier Giorgia Meloni in una lettera a una mamma che ha perso il suo bambino il 9 aprile scorso, risucchiato dal bocchettone dell’idromassaggio, assicura: “Scriverò al presidente del Senato La Russa e al presidente della Camera Fontana, affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l'iter di questo disegno di legge”.
Un disegno di legge per regole uguali in tutta Italia Le disposizioni del ddl definiscono i requisiti di sicurezza per gli impianti futuri. Ma non prevedono obblighi di adeguamento a carico di quelli esistenti. Quest’ultimo punto è stato criticato dalla Conferenza delle Regioni.
“Questo crea disuguaglianze nella tutela della salute”, è stato scritto in un comunicato dello scorso marzo. Le Regioni hanno posto all’attenzione del Governo una lunga lista di richieste di modifica al ddl piscine, il termine per la presentazione degli emendamenti scatta l’8 giugno. Negli articoli che riguardano la sicurezza nelle piscine vengono citati nel ddl alcuni dispositivi di protezione, come la barriera o la copertura di protezione invalicabile.
Cosa dicono gli esperti
Ma anche una copertura di sicurezza. Oltre alla predisposizione di un salvagente per ogni 100 metri quadrati dell’impianto. Nel ddl c’è anche una parte che riguarda la salute.
La verifica sulla qualità dell’acqua e sulle condizioni igienico-sanitarie delle piscine, tramite prelievi e ispezioni, sarà a carico delle autorità sanitarie. Alle Regioni e alle Province autonome viene attribuita l’individuazione del numero massimo di frequentatori e di bagnanti oltre agli obiettivi di qualità delle acque e di sicurezza delle piscine.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





