
“L’IA impoverisce l’informazione, pluralismo a rischio. Giganti web paghino gli editori”
Leggi in app Seguici su Discover “L’IA impoverisce l’informazione, pluralismo a rischio. Giganti web paghino gli editori” di Aldo Fontanarosa Giacomo Lasorella, presidente di AgCom Giacomo Lasorella, presidente del...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Seguici su Discover “L’IA impoverisce l’informazione, pluralismo a rischio. Giganti web paghino gli editori” di Aldo Fontanarosa Giacomo Lasorella, presidente di AgCom Giacomo Lasorella, presidente del Garante Agcom, lancia l’allarme. I motori di risposta, e non più di ricerca, forniscono una sintesi già pronta chiavi in mano.
Negato l’accesso a una pluralità di fonti 14 Luglio 2026 Aggiornato alle 12:07 3 minuti di lettura ROMA – L’intelligenza artificiale può impoverire l’informazione, ridurre il traffico verso i siti dei giornali e mettere in pericolo il pluralismo. È l’allarme che il presidente del Garante AgCom, Giacomo Lasorella, lancia nella Relazione annuale al Parlamento. Il passaggio più importante riguarda i nuovi motori di risposta, gli answer engine.
I dettagli
Sono i servizi che, invece di mostrare una lista di collegamenti, forniscono direttamente una risposta confezionata dall’intelligenza artificiale. Il lettore ottiene così una sintesi, ma spesso non apre più l’articolo originale. Da una parte, i giornali perdono visite e quindi ricavi pubblicitari o nuovi abbonati.
Dall’altra, il cittadino riceve una sola risposta, prodotta da una macchina, invece di consultare una pluralità di fonti e punti di vista. Il rischio da evitare è che la formazione dell’opinione del cittadino diventi una variabile dipendente delle scelte algoritmiche Il presidente di AgCom, Lasorella, cita l'enciclica di Papa Leone: la tecnologia "non è neutrale perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa" L’equo compenso Su richiesta della Federazione italiana editori giornali, il Garante AgCom ha già inviato una segnalazione formale alla Commissione europea. Secondo l’Autorità, l’impiego di articoli da parte dei sistemi di intelligenza artificiale, senza un consenso adeguato e senza una remunerazione, può diventare un «rischio sistemico» per il pluralismo.
L’AgCom ha inoltre istituito un tavolo tra editori e piattaforme digitali. La prima riunione è convocata per domani, 15 luglio. L’obiettivo è trovare soluzioni condivise sulla trasparenza e sul pagamento dei contenuti giornalistici utilizzati anche dalle applicazioni di IA generativa.
Cosa dicono gli esperti
Lasorella richiama anche la recente sentenza della Corte di giustizia europea sull’equo compenso. I giudici hanno riconosciuto la compatibilità delle regole italiane con il diritto dell’Unione: le piattaforme devono trattare con gli editori e, in caso di mancato accordo, l’AgCom può stabilire la remunerazione. Non possono inoltre ridurre la visibilità degli articoli durante la trattativa.
Nelle risorse Google si conferma al secondo posto dopo la Rai, Meta occupa la quinta posizione con una quota superiore all’8% Il presidente di AgCom, Lasorella, cita Umberto Eco: "Non si tratta di essere né apocalittici né integrati.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




