
L'identikit del gol in finale
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover L'identikit del gol in finale di Angelo Carotenuto L’ultimo atto dei Mondiali promette eternità, ma spesso si decide con un gesto comune L'ascolto è riservato agli abbonati premium 17 Luglio 2026 alle 04:48 1 minuti di lettura Un gol banale ci seppellirà. Dopo quaranta giorni di calcio e magie, dal tiro a giro di Cabral contro l’Argentina a quello di Julián Álvarez alla Svizzera, adesso arriva il momento delle giocate ovvie. La finale mondiale promette eternità, ma spesso si decide con un gesto comune.
Un tocco sotto porta, una respinta, un calcio di rigore. Molto spesso si segna da vicino, su occasioni ad alta probabilità e con un gesto tecnico abbastanza semplice da eseguire, ma forse più difficile da reggere psicologicamente. Così almeno ci dice la storia.
I dettagli
La nostra memoria trattiene certe prodezze e certi tiri impossibili come quello di Marco van Basten contro la Russia nella finale dell’Europeo 1988. Gianni Brera su questo giornale scrisse che la traccia del tiro era rimasta nella retina di Dasaev e che “la rete si è gonfiata come l’avesse investita un cetaceo di grosse proporzioni”. Ecco, si fa fatica a trovare invece una prodezza del genere nella filmoteca dei Mondiali.
A pochi giorni da Argentina-Spagna, la società Opta ha riguardato tutti i gol delle finali dal 1966, stabilendo che nella partita più grande la porta sembra più stretta. Anche i migliori giocatori quando arrivano in zona gol, quella sera lì finiscono per calciare peggio del previsto, oppure trovano portieri che si esaltano, anche questo può essere, chi lo sa. Non sono pochi i gol, anzi.
Le finali ne hanno prodotti 49 nelle 15 partite degli ultimi sessant’anni, significa 3,3 a gara, più della media generale del Mondiale nello stesso periodo. Nei 491 tiri in porta contati da Wembley ‘66, togliendo l’autogol di Mandzukic del 2018, ci sono state dieci reti in meno rispetto alla qualità delle occasioni (i famigerati expected gol). Solo cinque su 49 sono arrivate da fuori area.
Cosa dicono gli esperti
Otto sono stati rigori, esclusi quelli delle serie finali. Quello più semplice fra tutti l’ha fatto Messi nel supplementare del 2022 contro la Francia, dopo la respinta di Lloris sul tiro di Lautaro. I più complicati, le due eccezioni, sono stati di Gerson nel 1970 contro l’Italia e di Mbappé nel 2018 contro la Croazia.
Ora che abbiamo l’identikit del tiro, non ci resta che scoprire il colpevole. Questa rubrica si ferma per qualche giorno. Ci ritroviamo alla solita ora ogni mattina a partire da lunedì 27 luglio.
Questo è un articolo a pagamento, ma oggi te lo regaliamo.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




