
Ligabue a Roma: 'De Gregori? Non condivido ma schierarsi non è un obbligo'
Fin da uno dei primi brani con cui ha conquistato il pubblico, Balliamo sul mondo, "credo si sia capito che volevo fare canzoni con un'anima popolare che in qualche modo si muovessero nel mainstream. Nella mia testa io...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Fin da uno dei primi brani con cui ha conquistato il pubblico, Balliamo sul mondo, "credo si sia capito che volevo fare canzoni con un'anima popolare che in qualche modo si muovessero nel mainstream. Nella mia testa io puntavo a essere un cantautore con il suono di una band, e spero di esserlo ancora. Pure oggi la mia sfida è sempre cercare di scrivere quelle che per me sono belle canzoni".
Lo dice un sorridente Luciano Ligabue, incontrando i giornalisti a un paio d'ore dall'inizio della tappa romana all'Olimpico di Roma, che apre ufficialmente (a una settimana dalla data zero a Bibione), la parte negli stadi di La notte di certe notti, il tour celebrativo per i 30 anni di 'Certe notti'. Una tournee che continuerà mercoledì 17 giugno all'Allianz Stadium di Torino e sabato 20 giugno allo Stadio San Siro di Milano, per poi riprendere a settembre e ottobre con una tranche in arene e palazzetti. In attesa di una pausa ai live, almeno in Italia, ma non all'estero, nel 2027.
I dettagli
Ligabue si sofferma sull'emozione di una scaletta di 26 brani per quasi 2 ore e mezza di concerto, con molti dei suoi capisaldi, da Una vita da mediano a Urlando contro il cielo, da Questa è la mia vita a Tra palco e realtà, ("nella parte dei tour nei palazzetti la scaletta cambierà e ci saranno anche brani più recenti e quella di avere con lui sul palco alla batteria il figlio Lenny, da due anni componente della sua band. Nella conversazione coi giornalisti entra anche la polemica nata sulle parole di Francesco De Gregori, contro gli artisti che si schierano politicamente. "Francesco è un patrimonio della musica e della cultura di questo Paese ed è uno dei più liberi di pensiero fra tutti gli autori, non si fa mai trovare dove qualcuno pensa di trovarlo ed è una caratteristica che mi piace molto.
Detto questo è chiaro che ha parlato per sé, io quel pensiero non lo condivido, non più di tanto. Però credo abbia voluto dimostrare, con un po' di fastidio, il fatto che non è che noi siamo obbligati (a schierarci, ndr). Troppe volte si dice 'la musica deve', no la musica può, e uno decide poi se ha voglia di farlo oppure no.
Questo credo sia un pensiero che deve essere concesso a tutti". Ligabue ha sempre cercato di mostrare le sue posizioni "attraverso le canzoni" e anche questa sera c'è in scaletta Il mio nome è mai più (il brano contro la guerra scritta con Piero Pelù e Jovanotti). "Io lo faccio nei concerti da 27 anni, quasi in ogni concerto e ricordo sempre che non c'è solo un massacro a Gaza ce n'è anche uno in Ucraina ce n'è uno in Sudan e ce ne sono altri 56 in corso nel mondo".
Video Ligabue: “Io a Sanremo come ospite? Mai dire mai” E' nato "dall'urgenza di dire qualcosa" anche il suo brano inedito presente nella setlist, Nessuno è di qualcuno' che affronta il tema della violenza di genere, i cui diritti verranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





