
L’impatto della spesa AI può affondare anche Bitcoin? Il Nasdaq crolla del 4%
Il Nasdaq Composite ha appena vissuto la sua giornata peggiore dall’aprile 2025, cedendo oltre il 4% in una singola sessione. Allo stesso tempo, l’S&P 500 ha perso il 2,64%. E i mercati crypto, fedeli compagni nei...
Bitcoin 1 Minute
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Il Nasdaq Composite ha appena vissuto la sua giornata peggiore dall’aprile 2025, cedendo oltre il 4% in una singola sessione. Allo stesso tempo, l’S&P 500 ha perso il 2,64%. E i mercati crypto, fedeli compagni nei momenti di propensione al rischio, hanno seguito la scia verso il basso: Bitcoin si è ritrovato a scambiare tra 62.
000 dollari, ben distante dai massimi toccati nei mesi precedenti. La causa scatenante non è un crollo improvviso di qualche settore, ma qualcosa di più sottile: la crescente inquietudine degli investitori sull’impatto della spesa AI sulle valutazioni delle grandi aziende tecnologiche. Punti chiave Il Nasdaq ha registrato la peggior giornata dal aprile 2025, con un calo superiore al 4%; l’S&P 500 ha ceduto il 2,64% nella stessa sessione.
Dinamiche di mercato
Microsoft, Nvidia, Oracle, Meta, Amazon e Alphabet hanno pianificato investimenti in AI superiori a 650 miliardi di dollari per il 2026, ma i ritorni restano incerti. A febbraio 2026, il settore software e servizi dati ha bruciato circa 1 trilione di dollari di capitalizzazione in una settimana. Bitcoin ed Ethereum hanno seguito il Nasdaq quasi in parallelo: AI e crypto competono per lo stesso capitale ad alto rischio.
La politica monetaria restrittiva attesa fino a fine 2026 potrebbe intensificare la pressione su tech e crypto. Il settore tech registra la peggior giornata dall’aprile 2025 Il crollo non è arrivato dal nulla. Negli ultimi mesi si era accumulata una tensione crescente tra la narrativa dell’AI come motore di crescita inarrestabile e i segnali sempre più concreti che i numeri non tornano — almeno per ora.
Calo del Nasdaq Composite e dell’S&P 500 La sessione di giugno ha rappresentato una resa dei conti. Il Nasdaq ha perso oltre il 4%, il calo peggiore dal aprile 2025, trascinando con sé buona parte dell’universo tech a grande capitalizzazione. L’S&P 500 ha ceduto il 2,64%, confermando che il nervosismo non era confinato al settore tecnologico ma si era allargato all’intero mercato azionario.
Impatto sui mercati
Il segnale è chiaro: gli investitori istituzionali stanno riconsiderando la loro esposizione a tutto ciò che viene percepito come speculativo o dal ritorno incerto. E in questa categoria rientra, ormai senza distinzioni, sia il comparto AI che quello crypto. Piani massicci di spesa in AI e preoccupazioni degli investitori Al centro della crisi di fiducia c’è una cifra difficile da ignorare.
Gli hyperscaler puntano a 650 miliardi di dollari in AI nel 2026 Microsoft, Nvidia, Oracle, Meta, Amazon e Alphabet hanno comunicato piani di investimento in infrastrutture AI che superano complessivamente i 650 miliardi di dollari per il 2026. Non si tratta di previsioni vaghe: sono impegni di capital expenditure su data center, chip e sistemi per mantenere attivi i grandi modelli linguistici. Una cifra che supera il PIL della maggior parte delle nazioni del mondo.
Il problema, come ha iniziato a emergere con forza nelle note degli analisti, non è che l’AI non funzioni. La tecnologia esiste ed è operativa. Il problema è che i ritorni su questa scala di investimento restano ostinatamente poco chiari.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




