
40 milioni per i dati blockchain per Wall Street: Visa e Fidelity già clienti
Quattro anni. È tutto il tempo che Allium ha impiegato per passare da startup sconosciuta a fornitore di riferimento per i dati blockchain di Visa, Stripe e Fidelity. E ora arriva la conferma più concreta di quella...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: È tutto il tempo che Allium ha impiegato per passare da startup sconosciuta a fornitore di riferimento per i dati blockchain di Visa, Stripe e Fidelity. E ora arriva la conferma più concreta di quella traiettoria: un round da 40 milioni di dollari per rafforzare l’infrastruttura di dati on-chain pensata per le grandi istituzioni finanziarie. Punti chiave Allium ha raccolto 40 milioni di dollari in un nuovo round di finanziamento per espandere i servizi di dati blockchain per clienti istituzionali.
La società conta tra i suoi clienti Visa, Stripe e Fidelity, che usano i suoi dati per esperimenti in pagamenti, custody e trading digitale. Allium copre oltre 150 blockchain con API, indicizzazione e analytics di livello enterprise, con certificazioni SOC 1 e SOC 2. I dati di Allium sono stati citati nel report Citi 2025 che proietta le transazioni in stablecoin verso 1 trilione di dollari al mese.
Dinamiche di mercato
Il precedente round era una Series A da 16,5 milioni di dollari guidata da Theory Ventures nel luglio 2023. Finanziamento da 40 milioni: il salto istituzionale di Allium La raccolta è un segnale preciso sull’accelerazione in corso nel mercato dei dati blockchain per Wall Street. Allium, con sede a New York, aveva già chiuso nel luglio 2023 una Series A da 16,5 milioni di dollari guidata da Theory Ventures — portando il totale raccolto allora a 21,5 milioni.
Il nuovo round quasi raddoppia quella cifra in un colpo solo. Tra gli investitori storici figurano Kleiner Perkins e Amplify Partners, fondi con reti profonde nell’enterprise software e nel fintech. Non sono nomi che puntano su scommesse speculative: scelgono infrastrutture con potenziale di penetrazione istituzionale duratura.
Fondata nel 2021, la società si è costruita una credibilità che molte startup dello stesso settore impiegano decenni ad acquisire — se mai ci riescono. Cosa farà Allium con questo capitale L’obiettivo dichiarato è approfondire la presenza nell’analisi on-chain per le istituzioni finanziarie tradizionali. Il che significa espandere la copertura, affinare la qualità dei dataset e probabilmente crescere sul fronte commerciale per seguire la domanda che arriva dai grandi nomi della finanza globale.
Impatto sui mercati
Clienti istituzionali: perché Visa, Stripe e Fidelity usano i dati di Allium Il modo più diretto per capire il posizionamento di Allium è guardare chi usa i suoi dati — e perché lo fa proprio adesso. Visa sta sperimentando blockchain per il settlement transfrontaliero. Stripe è tornata nello spazio dei pagamenti crypto.
Fidelity sta costruendo servizi di custody e trading su asset digitali. Tre strade diverse, stesso denominatore comune: tutte e tre le istituzioni hanno bisogno di dati affidabili e conformi per operare in modo sicuro nel mondo on-chain. E tutte e tre sono clienti di Allium.
Alla lista si aggiunge la Uniswap Foundation, che posiziona Allium come interlocutore trasversale: capace di parlare sia alla finanza tradizionale che all’ecosistema crypto nativo. Il problema che Allium risolve I dati on-chain grezzi sono, per definizione, inutilizzabili direttamente dalle istituzioni. Sono voluminosi, non strutturati, difficili da interrogare e impossibili da integrare nei flussi operativi aziendali senza un livello intermedio di trasformazione.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




