
Meloni: 'Sconvolti da omicidio dei braccianti in Calabria. L'Italia non arretra, fare piena luce'
"Il caporalato è una delle piste, ma non l'unica". Così il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio ha risposto durante la conferenza stampa ai cronisti che gli chiedevano se tra le ipotesi della strage dei...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. "Il caporalato è una delle piste, ma non l'unica". Così il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio ha risposto durante la conferenza stampa ai cronisti che gli chiedevano se tra le ipotesi della strage dei braccianti ad Amendolara ci possa essere uno scontro tra gruppi per il controllo del lavoro nei campi. "Sul contesto stiamo ancora indagando" ha aggiunto.
"In questo monento il quadro indiziario è stato mirato all'identificazione degli autori" dell'omicidio "e lo sottoponiamo così al giudice. Ovviamente ogni azione ha sempre un inquadramento e un contesto e anche su quello stiamo lavorando". Le vittime, ha spiegato poi il procuratore, erano tutti in Italia con regolare permesso di soggiorno ed erano incensurati e presenti in Italia da anni.
I dettagli
"L'orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell'area in cui si sono svolti i fatti, rappresenta un passo importante verso l'accertamento della verità e delle responsabilità. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro familiari.
L'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni in merito all'omicidio dei braccianti di Amendolara. Erano transitati dalla Sardegna, prima di arrivare in Calabria, i quattro braccianti uccisi bruciati vivi ad Amendolara lunedì scorso.
Le vittime sono un pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27). Alla loro identificazione, visto lo stato dei corpi, gli investigatori sono giunti grazie ai documenti trovati nell'appartamento in cui vivevano a Villapiana insieme ad altri migranti, tra i quali Mohammad Taj Alamyar, afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage per essere sfuggito alle fiamme rompendo un finestrino. Le due persone sottoposte a fermo sono i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni.
Cosa dicono gli esperti
Per approfondire Agenzia ANSA I braccianti bruciati vivi, i killer hanno bloccato porte dell'auto - Notizie - Ansa. it Fermati due connazionali delle vittime. Il superstite: 'Ci davano cibo e casa, ma non i soldi' (ANSA) "Abbiamo messo sotto protezione questa persona (il superstite della strage di Amendolara, ndr) e l'altro collega che per motivi di salute non era andato a lavorare l'altro ieri.
Gli cambieremo il domicilio e dopo che stamattina sarà ascoltato nuovamente dal giudice li porteremo in un luogo sicuro". Lo ha detto Giovanni Mininni, segretario generale della Flai-Cgil, ai microfoni di Radio 24.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





