
Morto Carlo Petrini, le reazioni. Mattarella: “Profondo cordoglio, lascia un grande vuoto”
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Live Leggi in app Morto Carlo Petrini, le reazioni. Mattarella: “Profondo cordoglio, lascia un grande vuoto” di Valeria Teodonio e Giulia Boero (lapresse) Il cordoglio del mondo della politica e della cultura 22 Maggio 2026 alle 12:50 1 minuti di lettura Carlo Petrini è morto ieri sera nella sua casa di Bra, nel Cuneese. Lo rende noto Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti.
L’abbraccio e il ricordo del mondo della cultura e della politica. Per tutti era solo Carlin (all'anagrafe Carlo Petrini) e partendo da Bra, piccola cittadina delle Langhe in provincia di Cuneo, dove è nato nel 1949, ha cambiato l'idea del cibo in tutto il mondo, attribuendogli un valore politico. Nel 2004 è stato nominato eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l'unico italiano incluso nella lista del Guardian delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo.
I dettagli
Tra i suoi numerosi traguardi, anche la creazione dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Petrini è stato l'ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Petrini, il visionario che parlava a re, Papi e contadini Carlo Petrini è morto, addio al fondatore di Slow Food Carlo Petrini: così è nato il primo ristorante della storia Punti chiave 11:48 Petrini, sabato e domenica la camera ardente a Pollenzo, all’Università di Scienze Gastronomiche 11:16 Slow Food: “Siamo custodi di un grande tesoro” 10:19 Mattarella: “Profondo cordoglio, lascia un grande vuoto” 12:47 Bernini: “Ha avuto la capacità di far capire che il prodotto è memoria condivisa” "Carlo Petrini lascia un segno indelebile nella cultura italiana e nel modo in cui il mondo intero guarda al cibo e alla terra”, dice la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
“Ha avuto la capacità rara di far capire che un prodotto non è mai solo tale, ma il frutto di un lavoro di squadra, di una memoria condivisa, dell'identità di una comunità. Con determinazione - prosegue - ha portato questi temi anche dentro il mondo accademico, intuendo prima di molti altri che il cibo potesse diventare materia di studio, ricerca e formazione interdisciplinare. L'Università di Scienze Gastronomiche è stata una scelta controcorrente e insieme concretissima, un luogo nato per unire sapere scientifico, sostenibilità e territori.
Un'intuizione che ha aperto una strada nuova anche per tante altre esperienze universitarie, apripista dell'Agritech Made in Italy. Ci lascia una persona che ha saputo costruire un movimento, una consapevolezza collettiva e soprattutto un caro amico.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




