
Netanyahu blocca il voto sul Libano, ancora raid e morti
Il Libano sembra precipitare in una inarrestabile spirale di violenza, con una dozzina di morti nell'ultimo raid israeliano, diventando un macigno sempre più pesante nei negoziati di pace tra Usa e Iran.Il premier...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Il Libano sembra precipitare in una inarrestabile spirale di violenza, con una dozzina di morti nell'ultimo raid israeliano, diventando un macigno sempre più pesante nei negoziati di pace tra Usa e Iran. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto con i ministri del governo, ha annunciato che non metterà ai voti l'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco con Beirut mediato dagli Usa finché Hezbollah, milizia alleata di Teheran, non ne avrà accettato i termini. "Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione", ha spiegato, dopo che il Partito di Dio ha respinto la tregua insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese.
Linea ribadita venerdì dal presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato di Hezbollah, che ha parlato per la prima volta della possibilità di un ritiro del movimento dal sud del Paese qualora Israele arretrasse dal Paese dei Cedri e si raggiungesse una tregua "globale e incondizionata". Intanto il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato l'Iran di usare il Libano come merce di scambio nei negoziati con gli Stati Uniti, esprimendo in un'intervista alla Cnn una delle critiche più dure finora rivolte a Teheran e al suo alleato libanese Hezbollah, impegnati nella guerra contro Israele. Aoun ha affermato che "il popolo libanese sta pagando il prezzo...
I dettagli
per gli interessi" dell'Iran e che è "stanco" della guerra tra Israele e Hezbollah: commenti che riflettono le profonde divisioni che caratterizzano il Libano a livello confessionale e politico. "Ci stanno usando come merce di scambio nei negoziati con gli Stati Uniti, è inaccettabile", ha dichiarato riferendosi al regime degli ayatollah. Che ha posto il cessate il fuoco in Libano come condizione per qualsiasi accordo di pace con Washington e ha definito "non realistico" pensare a un incontro fra Donald Trump e la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, come invece aveva ventilato il tycoon.
Anche la Ue ha esortato "Hezbollah a rispettare pienamente i termini dell'accordo affinché Israele e il Libano possano proseguire i negoziati diretti in uno spirito costruttivo", invitando sia la milizia filo-iraniana che Israele a "cessare immediatamente ogni azione militare". Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rilanciato il potenziale ruolo da protagonista dell'Italia in Libano nell'auspicata prospettiva di una missione sul modello Unifil ma su iniziativa europea. Ma nel frattempo proseguono i raid e il bilancio dei morti cresce.
Secondo il ministero della Sanità di Beirut, sono almeno 12 le vittime degli attacchi israeliani. L'agenzia governativa di notizie Nna riferisce che ai 7 uccisi nella notte nella città costiera di Tiro se ne aggiungono altri 5, tre dei quali a Jwaya (distretto di Tiro), uno a Kfardunin (Tiro) e uno a Burj Qalawiye (Nabatiye).
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





