
Nuova legge elettorale, diretta. Schlein: punita arroganza di Meloni. Ciriani: il governo va avanti
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Ieri respinto l’emendamento di FdI sulle preferenze, il boato delle opposizioni: ora a casa 15 Luglio 2026 Aggiornato alle 11:29 1 minuti di lettura Riprende questa mattina l’esame della nuova legge elettorale nell’aula della Camera: le opposizioni ieri hanno ritirato tutti i loro emendamenti e ne restano da votare oggi una sessantina (Inizialmente si partiva da 200). Ieri è stato respinto l'emendamento sulle preferenze presentato da FdI con il sostegno di Lega e Forza Italia: 187 a favore e 188 i contrari. La premier Giorgia Meloni ha commentato: "Un'occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.
I dettagli
Sul voto serve una riflessione nella maggioranza". La segretaria del Pd, Elly Schlein, questa mattina in radio ha ribadito: "Il governo sfiduciato da deputati maggioranza, è stata punita l’arroganza di Meloni. Elezioni a settembre?
Noi siamo pronti in ogni momento”. Ieri le opposizioni hanno esultato in aula e chiesto le dimissioni del governo: “È ora che andiate a casa”. Punti chiave 11:14 Riprendono le votazioni nell'aula della Camera 10:04 Ciriani: “Noi intendiamo andare avanti e concludere l'esperienza di governo” 11:23 Senato, Boccia (Pd): “Ora sospendere la forzatura sull’autonomia” Intanto, al Senato il capogruppo Pd Francesco Boccia: “Prima dei singoli provvedimenti c'è un problema che riguarda il rispetto del Parlamento e il corretto equilibrio tra i poteri dello Stato.
Ieri la Camera ha espresso un voto politico di grande rilievo. Una parte consistente della maggioranza, insieme alle opposizioni unite, ha respinto un emendamento che veniva propagandato come l'introduzione delle preferenze. Ed è significativo che la maggioranza abbia bocciato quel testo dopo che aveva respinto tutti gli emendamenti delle opposizioni che superavano davvero le liste bloccate e restituivano ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Cosa dicono gli esperti
Questo dice molto della confusione politica che attraversa il centrodestra e della distanza tra la propaganda e la realtà". "Mi rivolgo al presidente del Senato: ieri - ha aggiunto Boccia - abbiamo contestato pubblicamente alcune sue dichiarazioni, nelle quali, dopo quel voto della Camera, si è sostenuto che il Senato avrebbe potuto correggere quella decisione. Lo abbiamo fatto perché siamo convinti che le Camere della Repubblica siano organi costituzionali autonomi e non il luogo nel quale si riparano le sconfitte del governo o si correggono le sconfitte della maggioranza.
Siamo certi che lei, nel suo ruolo di presidente del Senato, sarà il primo garante dell'autonomia di quest'Aula e della dignità del Parlamento".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





