
Paola Cortellesi: “Ottant’anni fa il primo voto alle donne, ma ancora tante ingiustizie”
una scena del film di Paola Cortellesi, C’è ancora domani. La sceneggiatura scritta con Giulia Calenda e Furio Andreotti è ora un libro edito da Feltrinelli (160 pagine, 16 euro). foto di Serena Cinquegrama culture...
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. una scena del film di Paola Cortellesi, C’è ancora domani. La sceneggiatura scritta con Giulia Calenda e Furio Andreotti è ora un libro edito da Feltrinelli (160 pagine, 16 euro). foto di Serena Cinquegrama culture interviste 28.
2026 Paola Cortellesi: “Ottant’anni fa il primo voto alle donne, ma ancora tante ingiustizie” Tre anni fa il suo film ha acceso la luce sul primo, fondamentale diritto civile per tutte le italiane. “C’è ancora molto cammino da fare” di Natalia Aspesi 8 minuti di lettura Listen Share Questa gran bella ragazza alta e sottile, più alta e sottile delle sue colleghe attrici passate alla regia, è stata invitata personalmente dall’amatissimo nostro presidente Sergio Mattarella al Quirinale per celebrare il 2 giugno gli 80 anni della Repubblica. “E gli 80 anni del voto alle donne.
I dettagli
Stranamente, non era mai stato fatto un film su questo evento storico. Me ne sono resa conto dopo, quando stavo montando C’è ancora domani”. E quando l’ho visto, quel film di Paola Cortellesi che ora è diventato anche un libro (Feltrinelli ha pubblicato la sceneggiatura che si legge come un romanzo), vecchia come sono mi sono commossa.
Solitamente nulla mi scuote, ma vedere quella folla con la piccola scheda tenuta in mano come la vera liberazione mi ha fatto piangere. “Facendo ricerca, ho immaginato che cosa avessero provato le donne che entravano per la prima volta in una cabina elettorale. Fino ad allora era vietato, come i cani dovevano rimanere fuori.
E chissà l’emozione di poter finalmente dire la propria. Oggi le ragazze e i ragazzi pensano, vabbè ma non serve andare a votare, è una goccia nel mare. Sono disillusi, delusi.
Cosa dicono gli esperti
Ma all’epoca il senso di appartenenza deve essere stato veramente forte. Lo scrive la giornalista Anna Garofalo, che ho citato anche alla fine: “Stringiamo le schede come biglietti d’amore”. In un lungo articolo racconta come, finalmente, i discorsi tra uomo e donna fuori dai seggi avessero un altro sapore.
E oggi che l’affluenza è sempre più in calo che cosa vorrebbe dire ai disillusi? “L’ultimo referendum, in realtà, ha rappresentato una speranza in questo senso. Moltissimi ragazze e ragazzi sono andati a votare.
E probabilmente lo hanno fatto a prescindere dall’argomento del quesito, ovvero la questione della separazione delle carriere dei magistrati. Forse è stato un modo per dire ci siamo e vogliamo far sentire la nostra voce. Perché insieme si fa la differenza, che poi è il principio della democrazia.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





