
Paralisi a Hormuz, Trump non ferma i raid e prepara l'escalation
I pasdaran non mollano sullo Stretto di Hormuz neanche di fronte alla nuova ondata di attacchi americani. "Resterà chiuso fino a quando le aggressioni non si fermeranno", hanno ribadito con forza. Donald Trump però non...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. I pasdaran non mollano sullo Stretto di Hormuz neanche di fronte alla nuova ondata di attacchi americani. "Resterà chiuso fino a quando le aggressioni non si fermeranno", hanno ribadito con forza. Donald Trump però non solo non intende allentare la morsa su Teheran, ma è sempre più tentato da una vera e propria escalation, con l'obiettivo di sbloccare la paralisi nello Stretto e poi affrontare il nodo del nucleare.
Con il memorandum of understanding che traballa sotto il peso dei raid incrociati, il commander-in-chief lascia intendere che dalla settimana prossima per l'Iran la situazione potrebbe peggiorare. "Distruggeremo tutte le loro centrali e tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative", ha tuonato, spiegando che gli attacchi Usa andranno avanti "fino a quando non dirò basta". Il presidente Usa ha lasciato l'energia come l'ultimo dei suoi target ma ora, di fronte a un Iran che non si piega, sta valutando il colpo che ritiene definitivo: colpire il petrolio.
I dettagli
E per questo ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale nella Situation Room trasformando la riunione in un vero e proprio vertice di guerra, per valutare tutte le opzioni sul tavolo. Fra le ipotesi c'é anche la presa di controllo di Karg Island (da dove parte il 90% dell'export di petrolio iraniano), con Trump non esclude la possibilità dei boots on the ground. Dopo aver imposto di nuovo il blocco per porti e navi iraniani il commander-in-chief - che lunedì potrebbe ricevere il premier israeliano Benyamin Netanyahu - ha fatto il punto il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il direttore della Cia John Ratcliffe.
Trump ha quindi definito le prossime mosse: oltre a colpire target vicino allo Stretto di Hormuz, le forze americane nei prossimi giorni potrebbero condurre devastanti attacchi contro obiettivi strategici per cercare di costringere l'Iran a tornare al tavolo delle tratattive. Se i raid non si riveleranno sufficienti, allora Trump intende colpire le infratsrutture energetiche dell'Iran privandolo del tutto delle entrate petrolifere. Raggiunti i 140 giorni, la guerra è ormai entrata in una nuova fase, e sia Washington sia Teheran sono consapevoli che il tempo per raggiungere i loro obiettivi sta scadendo.
Mentre scorrono inesorabili i 60 giorni fissati dal memorandum of understanding per trovare un accordo di pace definitivo, Trump vuole accelerare prima delle elezioni di metà mandato di novembre e prima che i prezzi del petrolio tornino a correre. Per approfondire Agenzia ANSA LA GIORNATA - LIVEBLOG - Notizie - Ansa. it 'Incontro Trump-Netanyahu lunedì alla Casa Bianca'.
Usa: 'Iniziata una nuova ondata di raid in Iran' (ANSA) Teheran, invece, spera di riuscire a resistere più a lungo, cercando di evitare che il blocco americano infligga un colpo fatale alla già debole economia iraniana.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





