
Pollenzo si ferma per Carlin Petrini: sotto gli alberi l’addio laico al padre di Slow Food
Live Leggi in app Pollenzo si ferma per Carlin Petrini: sotto gli alberi l’addio laico al padre di Slow Food dalla nostra inviata Giada Lo Porto Da Oscar Farinetti a don Luigi Ciotti, passando per Eddie Mukiibi e Lella...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Live Leggi in app Pollenzo si ferma per Carlin Petrini: sotto gli alberi l’addio laico al padre di Slow Food dalla nostra inviata Giada Lo Porto Da Oscar Farinetti a don Luigi Ciotti, passando per Eddie Mukiibi e Lella Costa: nessun rito religioso ma una commemorazione collettiva immersa nel verde di Pollenzo per il “piemontese universale” che ha trasformato il cibo in cultura e impegno civile 24 Maggio 2026 alle 12:10 1 minuti di lettura La fila di auto si snoda lungo la strada, visibile ben prima di raggiungere l’ingresso dell’Agenzia di Pollenzo. Tantissime persone sono arrivate con ore di anticipo. Non vogliono mancare, vogliono esserci per dare l’ultimo saluto a Carlo Petrini, per tutti Carlin.
L’appuntamento è all’aperto, nel cortile verde d'erba, sotto l’ombra protettiva degli alberi. Nessun rito religioso, ma una cerimonia laica, corale e profondamente condivisa, proprio come la vita dell’uomo che ha rivoluzionato il modo in cui il mondo guarda all'alimentazione e alla terra. ] L’atrio dell’Agenzia ospita un piccolo palchetto per la bara, circondato da sedie nere.
I dettagli
Intorno, una folla silenziosa. Tra i primi ad arrivare c'è Oscar Farinetti, insieme a una galassia di volti noti e meno noti: conoscenti, compagni di mille avventure, storici sodali del movimento Slow Food, cittadini di Bra e di Pollenzo, imprenditori. Ma i veri protagonisti della piazza sono soprattutto i "suoi" ragazzi: gli studenti dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, visibilmente commossi, custodi del suo insegnamento.
12:07 Ovadia e la folgorazione 55 anni fa per un rivoluzionario Moni Ovadia ricorda Carlo Petrini come un amico conosciuto 55 anni fa, quando erano giovani militanti animati da ideali di giustizia sociale e rivoluzione. Racconta il lato giocoso e irresistibile di “Carlin”, capace di trasformare ogni momento in una risata collettiva, ma anche la sua straordinaria forza visionaria: «Bastava che lui dicesse una cosa e quella accadeva». (ansa) Per Ovadia, Petrini è stato un rivoluzionario autentico, uno che ha trasformato i sogni della loro generazione in realtà concrete, da Slow Food alla valorizzazione delle Langhe e di una nuova idea universale di umanità.
Lo definisce «un gigante dell’umanità», un “patriarca” capace di lasciare una speranza concreta: che le rivoluzioni siano possibili. Nel ricordo c’è anche un aspetto personale: Petrini gli avrebbe insegnato che persino uno “sbandato cazzeggiatore seriale” può trovare la propria strada e diventare una figura importante per il mondo.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




