
Preferenze, Iezzi: “La Lega resta contraria, legge elettorale a rischio se saltano le liste bloccate”
Leggi in app Preferenze, Iezzi: “La Lega resta contraria, legge elettorale a rischio se saltano le liste bloccate” di Serena Riformato Igor Iezzi Intervista al salviniano di ferro e relatore di maggioranza del...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Preferenze, Iezzi: “La Lega resta contraria, legge elettorale a rischio se saltano le liste bloccate” di Serena Riformato Igor Iezzi Intervista al salviniano di ferro e relatore di maggioranza del Melonellum L'ascolto è riservato agli abbonati premium 27 Giugno 2026 alle 01:00 1 minuti di lettura «Se il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami dice che il suo partito sta lavorando con gli alleati per «presentare un emendamento unitario» sulle preferenze, il leghista Igor Iezzi, salviniano di ferro e relatore di maggioranza del Melonellum, smorza le speranze di via della Scrofa: «Noi non siamo a favore, non abbiamo dubbi». E se FdI lo depositasse in solitaria? Siamo trasparenti, non temiamo nulla».
La Lega chiederà lo scrutinio segreto? «Non so, in questo genere di situazioni si utilizza. Per noi è un’arma per affossare una norma che non condividiamo.
I dettagli
Sono gli altri ad averne paura». Nel buio dell’urna, le preferenze verrebbero bocciate anche da tutti quelli che in pubblico dicono di volerle: i Cinquestelle, i vannacciani, una parte del Pd». Se invece uscissero dall’aula, renderebbero evidenti le contraddizioni della maggioranza: non sarebbe imbarazzante?
«E infatti questo bisogna chiederlo a Fratelli d’Italia». Gli sconsigliate di insistere con l’emendamento? «Sì, ma a loro come a chiunque altro, visto che non siamo a favore».
Venissero approvate le preferenze, fareste saltare il Melonellum al Senato? «Ci sarebbe un grosso problema sulla legge elettorale». Nel merito, perché non vi piacciono?
Cosa dicono gli esperti
«Non piacciono agli italiani. All’ultimo referendum sul tema, nel 1991, i cittadini hanno votato contro. Oltretutto, se si guarda alle Europee, una ridotta percentuale di elettori utilizza davvero le preferenze».
L’obiezione: senza poter scrivere i nomi sulla scheda, si ha un parlamento di nominati dai partiti. «Ma i partiti sono degli organismi democratici. Con le preferenze invece si lascia spazio ai gruppi di potere, alle lobby, talvolta persino alla criminalità.
In più, per le campagne elettorali servirebbero più soldi, mentre da anni si cerca di ridurre i costi della politica». Questo nuovo sistema di voto senza i collegi uninominali danneggia la Lega? «Ovviamente a noi le sfide uninominali, legate al territorio, piacevano.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





