
Rapporto Istat: dal 2016 perso l'8,6% del potere d'acquisto. Over 50 il 42% dei lavoratori
Presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, avvia le celebrazioni ufficiali del Centenario...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, avvia le celebrazioni ufficiali del Centenario dell’Istituto nazionale di statistica, con la presentazione del Rapporto annuale 2026. Dal 2019 i salari hanno perso l'8,6% del potere d'acquisto, recupero a rischio "Le pressioni al rialzo sul mercato dei beni energetici, generate dal conflitto in Medio Oriente, e la conseguente crescita dell'inflazione potrebbero, a seconda della persistenza di tale scenario, rallentare la fase di recupero o addirittura determinare un nuovo periodo di perdita del potere di acquisto", scrive l'Istat nel rapporto annuale che registra come le retribuzioni contrattuali nel 2025 abbiano portato, per il secondo anno, a un recupero in termini reali ma rimanga una perdita di potere d'acquisto dell'8,6% dal 2019. Anche nel ceto medio, il 16,1% delle famiglie dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà.
La quota sale al 45% nelle famiglie a rischio di povertà ed è il 5,2% anche tra le famiglie ad alto reddito. Tra il 2014 e il 2024, la dinamica reddituale del ceto medio, che rappresenta il 61,2% dei residenti, "seppure su livelli reddituali differenti, è stata decisamente meno sostenuta di quella del ceto più basso e anche di quella della classe abbiente", vi si legge. In generale "le disuguaglianze economiche rimangono marcate ma stabili, mentre si riduce l'incidenza delle famiglie a bassa intensità di lavoro.
I dettagli
Più di un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà o con grande difficoltà e circa un quarto ha difficoltà ad affrontare spese impreviste con le proprie risorse. Poco meno della metà della popolazione riferisce di non essere riuscita a risparmiare nell'ultimo anno", si legge nel rapporto. La povertà assoluta è sostanzialmente stabile e interessa 5,7 milioni di persone nel 2024 (il 9,8%) soprattutto nelle famiglie numerose, quelle con i minori, gli stranieri e i residenti nel Mezzogiorno.
"Si diffondono forme specifiche di disagio, come la povertà energetica, che riflette l'aumento dei costi e la fragilità dei redditi, mentre l'incidenza dell'insicurezza alimentare diminuisce", si legge nel testo. Nel 2025, il 9,3% della popolazione (5,4 milioni di persone) dichiara di non potersi permettere un pasto proteico ogni due giorni (era il 12,6% nel 2014). La povertà energetica - l'incapacità di riscaldare adeguatamente l'abitazione o di utilizzare servizi energe-tici essenziali - è invece in aumento, dal 7,7% nel 2022 al 9,1% nel 2024.
6,6 milioni di persone desiderano figli ma rinunciano ad averli Nell'Italia con la natalità ai minimi storici, 6,6 milioni di persone dichiarano di aver rinunciato ad avere bambini che desiderano.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




